venerdì 21 novembre 2008

Filosofia e tazze di tè

Mi sto pappando voluttuosamente sul divano, oltre ad una montagnola di Pocket Coffee, l'ultimo romanzo di Alexander McCall Smith con protagonista la filosofa Isabel Dalhousie, ambientato a Edimburgo. Se non avete mai letto questo scrittore e se vi piacciono i romanzi in cui apparentemente non succede niente ma che vi fanno sentire bene, questo qui fa proprio per voi. Come la saga della Signora Precious Ramotswe, investigatrice del Botswana, donna di corporatura e cuore ragguardevoli, questo personaggio e le storie che McCall Smith intreccia attorno a lei hanno quell'atmosfera tenera e dolce che vi fa raggomitolare come gattini, vi fa ronfare dalle fusa e vi fa sentire un bozzoletto caldo e umano e comprensivo.
L'ultimo uscito (ah, Guanda, come sfoglio le tue pagine, che profumo la carta...) si intitola "L'uso sapiente della buone maniere", e centra il carattere della protagonista. Sulla quarantina, ricchissima ma non dedita all'ostentazione, appassionata di filosofia e di etica (ogni decisione nella vita viene da lei presa dopo attenta e lucida disamina di tutte le implicazioni morali), bella in modo discreto, gentile, altruista, Isabel scrive articoli di filosofia per la "Rivista di Etica Applicata", con un numero di lettori esiguo ma caparbio, direttrice quasi no profit, con governante, Grace (donna scozzese, energica, dura, generosa) che la accudisce fin da bambina. La curiositas spesso la mette nei guai, costringendola ad entrare nelle vite degli altri, a risolvere dilemmi morali altrui, sempre in punta di piedi per non disturbare, avendo compreso che la responsabilità di ogni essere umano è aiutare per quanto possibile i propri simili, e affrontare tutto quello che questa scelta comporta. Isabel paga di tasca propria gli studi a ragazzi che non l'hanno mai vista, rimanendo nell'anonimato. Ritiene infatti che la sua ricchezza sia fondamentalmente un dono legato alle coincidenze della vita (eredità dei genitori), ha una bella casa vittoriana, legge, va alle mostre, passeggia per Edimburgo ma sembra allergica al lusso. Si accontenta di spendere poco per sé, pur disponendo di sterline (in milioni, per capirsi). Lei crede davvero che gli altri siano importanti. E quando c'è da soffrire, non si tira indietro: e infatti va a innamorarsi del fidanzato della nipote, molto più giovane di lei, bellissimo, gentile, insegnante di musica volenteroso ma sempre sull'orlo della bolletta, insomma il classico tipo che dello sparagno fa necessità. Quello che succede non ve lo dico, i romanzi vanno centellinati e gustati come il tè, per sentire tutte le fragranze e gli aromi. Il primo si intitola "Il Club dei filosofi dilettanti", dopo finirete col prenderveli tutti, come ho fatto io.
A Edimburgo non sono ancora stata ma dalle descrizioni che ne fa l'autore mi sembra davvero una città incantevole, con le stradine strette, le case di pietra scure, il vento freddo e la luce del cielo, incredibile...quando uno scrittore ama una città, i suoi occhi raccontano tutto, e lo si segue dappertutto, docili. I libri così ve li leggete piano, lentamente, per farli durare di più. Come quando vi fate fuori la panna cotta col cioccolato, ma il cucchiaino scava leggero leggero, con clemenza.
So soltanto che il mio papà preme perché li finisca, così poi se li può gustare lui. E a me piace vedere quel sorrisone soddisfatto in mezzo ai baffoni e alla barba, quando attacca la prima pagina.

4 commenti:

gillipixel ha detto...

In questo week-end aspettavo una tua nuova delizia narrativa, e così alla fine ne ho sentito la mancanza...in compenso, mi sono unito ai Fedeli di Deboscio :-)

Vanessa Valentine ha detto...

Delizie, addirittura!!!!
Troppo buono, al solito!

citroglicerina ha detto...

tu col tuo umore/amore/humour sei proprio mia amica di penna

l'aMara medicina su showfarm.com

Vanessa Valentine ha detto...

Grazie, Citroglicerina! Ti leggerò ben volentieri, le amiche fanno sempre comodo, di penna e di divano!
;)