martedì 23 giugno 2009

Laghi, radio, lusso e voluttà









A Riva del Garda non c'ero mai stata. Tanti anni fa avevo visto velocemente in gita la parte sud del lago, riportando sensazioni di ricchezza, splendide ville occultate tra una vegetazione semitropicale, molte vele bianche all'orizzonte, un sacco di vento, spiagge sassose e tedeschi in vacanza con le famigliole in gran quantità. Insomma, la ricchezza sfrenata che risulta essere sempre fascinosa e faticosa.
Questa volta, invece, dopo tanti anni, sono tornata sul lago ma a nord, e da infiltrata speciale. C'è una bella kermesse che si tiene qui, RadioIncontri, da qualche anno a questa parte. Con tanta gente che in radio lavora, appassionati, ascoltatori, una specie di fiera con tanto di stand per ogni emittente, e dj famosi che mostrano il lavoro sul campo.
E infatti ho visto anche qualche vips.
Temevo un po' il meteo nefasto, le previsioni non erano proprio bellissime, e infatti venerdì quando siamo arrivati c'era una cappa di afa micidiale ( e meno male che al lago c'è sempre l'arietta), molte vele all'orizzonte, tanta gente che passeggiava e mangiava gelati, biciclette ovunque, un paradiso davvero. Comunque il tempo stava su.
Capitano delle occasioni in cui si è ospiti, infiltrati appunto, con l'evento si centra poco ma tutti comunque ti trattano come una del gruppone. E così si finisce per conoscere tanta gente simpatica, si fa la bella vita agratis per tutto il fine settimana e quando devi venire via piangi come i tizi della pubblicità delle crociere, in down totale. Ti devono staccare le unghie dagli stipiti delle lussuose porte.
L'albergo era proprio bello: tutto costruito con la bioarchitettura, legno grezzo, tessuti neutri, colori riposanti, betulla ovunque, due bagni in camera faraonici e sciccosi perché zen e semplicissimi, a parte lo sciacquone un po' problematico, ma quella è colpa dei clienti che smanano troppo forte per tirare l'acqua. Quello che mi fa impazzire degli alberghi in Trentino, e poi a salire anche in Austria, sono quei piumini bianchi che ti mettono sul letto al posto di lenzuola, copertina e copriletto, e sono così morbidi e puliti, che ci tuffo il naso dentro e resto lì ad inebriarmi. Inutile dire che il letto era soffice come una panna cotta. Ci ho passato un sacco di tempo, non volevo uscire più, mi ero portata "Ti ricordi di me?" della Kinsella e l'ultimo di Montalbano, ci voleva il cric per scollare il mio sedere da tutta quella pastosa sofficiosità. In alternativa, uscivo sulla terrazza e guardavo gli ospiti tedeschi che sguazzavano nelle due piscine all'aperto (brrrr! senza sole! l'acqua fredda!), di cui una sembrava proprio quella da depliant delle Maldive, con il tavolinetto in mezzo per bersi il cocktail al tramonto (comunque nessuno beveva niente perché sennò moriva all'istante per congestione). E comunque anche niente tramonto perché alle cinque cominciava a piovere e andava avanti quasi tutta la sera, questo mentre nel resto d'Italia il tempo faceva i disastri.
Il clima del lago è strano, in effetti: ci sono stati dei momenti, con il nuvolame nero che scendeva dalle montagne a strapiombo, un vento fortissimo che spingeva una foschia bianca e innaturale verso le rive, e la gente degli stand che si aggrappava ai pali e cercava di non farsi portare via tutto. Una signora stava mangiando un panino in piazza, quella con la torre di pietra grigio bianca, seduta sul muretto, e un'onda infrangendosi di cattiveria l'ha inzuppata ed ha bombato d'acqua pure il povero panino.
Se una voleva saggiamente restare al coperto tutto il giorno poteva girare con l'accappatoio per l'albergo e farsi un po' di palestra, una nuotata (dentro) e la sauna e, sganciando denaro, costosissimi massaggi con fieno, mango e papaya o qualche altra diavoleria, ma lì era meglio soprassedere (mango e papaya preferisco mangiarmeli).
E che dire delle pantagrueliche colazioni? Sabato mattina volevo restare a mangiare nella sala dalle 7.30 alle 10.30, finché le cameriere esasperate non mi buttavano fuori. Avevo il tavolo pieno di roba, croissant dolci e salati, una ciotolona con quattro tipi di muesli, torte, marmellate di more, mirtilli, arance, tutte mescolate insieme, per gli amanti del breakfast all'inglese ti potevi fare pure le uova, e poi i salumi (no grazie, al mattino no proteine ma carboidrati dolci dolci), adoro fare la zuppettina nel cappuccino, all'estero solo i francesi mi sa che ti capiscono, gli altri ti guardano nella tua barbarie, e poi le spremute fresche...insomma, da non alzarsi mai più.
Sabato il sole era così stpefaceente che sono rimasta tutto il pomeriggio sul lettino al bordo della piscina, a rosolarmi, sembrava un quadro di Hockney, tutti lucertole solitarie accanto all'azzurro smagliante e al giallo del sole che ci faceva brillare di crema solare. Eritema leggero sulla panza.
I pranzi e le cene li abbiamo consumati nell'hotel dei vips, dove alloggiava Elio (quello delle Storie Tese), ho incrociato lo sguardo con Matteo Bordone di "Condor" mentre girava col piatto per riempirselo con i deliziosi manicaretti degli chef, ma lui stranamente non mi ha riconosciuto. Mentre ci abboffavamo in estasi (che torte! una panna cottina piccola piccola al gianduia! che sacher!) giocavamo a "individua il vip", in genere sbagliando e notando solo gente normale che "assomigliava a" (abbiamo visto uno che assomigliava a Marco Santin della Gialappa's, ma chi lo sa se era veramente lui? Mistero mistero).
Non che in effetti fosse fondamentale incontrare i belli e famosi, semplicemente erano lì. A modo nostro, siamo famosi anche noi.
La gente famosa e di talento intelligente è semplicissima, ti ascolta e ti fa sentire bene perché ti mette sul suo stesso piano. (Molti anni fa mi è capitato di conoscere il mai troppo compianto Severino Gazzelloni, il famoso flautista. Ad un concerto tenutosi a Mira è seguita una cena in uno dei fastosi ristoranti di pesce della Riviera del Brenta, e lui ha chiacchierato con tutti, anche con me che ero solo una ragazzina notevolmente timida. Era così gentile e umano e comprensivo che era come essere illuminati da una luce calda e generosa. E' una di quelle cose che non dimentichi). E' anche vero che ce ne sono che ti passerebbero sopra con la macchina, quindi...
Ci sono dei posti piacevoli, che visiti per la prima volta, e magari ci tornerai, oppure no. La terrazza si protendeva sul parco, con la piscina illuminata, il lago in fondo, il temporale che già mostrava i denti in lontananza, molto silenzio e pace, e una buona digestione. Le candeline illuminavano i nostri visi rilassati, e le chiacchiere con i nuovi amici sembravano chiacchiere con gli amici che conosci come te stesso.
Il lago è proprio un bel posto.

8 commenti:

gillipixel ha detto...

Questo qui sì che è parlare da gran cultori della pigrixia :-)
che è diversa dalla pigrizia, roba da principianti sprovveduti...la pigrixia è cosa da grandi saggi del vivere :-)
sempre molto bello il tuo stile, Vale, ed il tuo modo di argomentare delicato e morbido...forte!!!

Vanessa Valentine ha detto...

La placidità dei laghi mi è sempre piaciuta, lo starmene sdraiata a guardare l'increspatura del verde e del blu, quelle profondità fredde e impenetrabili...nuotare è troppo faticoso, meglio però una bella zuppetta di pesce lacustre, e dormire col dolce suono del vento tra i rami!
Essì, questa è pigrixia!
;)))

Visir ha detto...

C'era uno che diceva che i laghi sono una insignificante via di mezzo fra l'umiltà del fiume e la grandezza del mare.
Io però l'ho sempre trovato affascinante, malinconico ma affascinante.
Ho vissuto per diversi mesi sulle sponde del lago di Garda, durante un anno sabbatico che mi ha portato un pò in giro senza particolari mete.
Ne serbo un ricordo dolcissimo.
Colori e profumi e cucina degne del buon vivere.
Mi ricordo anche di una bella ragazza bionda con cui... Vabbè questi sono fatti miei :)

mammina ha detto...

le fotine sono mooooolto belle e il racconto è migliore di quello che avevo già ascoltato da un altro partecipante all'evento... :-) baci

Vanessa Valentine ha detto...

Visir, lieta di scoprire un altro estimatore dei laghi, anche se per motivi sentimental-tricologici...:)))))
Sulla cucina dei laghi concordo, ottimi piatti e bella vita, il massimo.

Vanessa Valentine ha detto...

Mammina, e ti stupisci se lo mio narrare è più profondo e articolato? ;)))
Le foto non sono tutta farina del mio sacco, comunque, a Cesare quel che... etc etc ;)
Mio grande rammarico nel lasciare l'hotel, come puoi immaginare...

Antonella ha detto...

Amo l' immersione nei pensieri durante la contemplazione delle acque. Le foto sono belle anche se non tutte fatte da te.

Vanessa Valentine ha detto...

Grazie per i complimenti, Antonella! Dovremmo fondare un comitato pro laghi, direi che sono un'ottima fonte di ispirazione. Ed hanno paesaggi bellissimi, attorno!