mercoledì 13 gennaio 2010

Tagli

Ci sono giornate in cui davvero non te ne va dritta una, ma nemmeno se sei disposta a pagare. Hai il parrucchiere alle quattro e il treno è in ritardo di un'ora, così torni, mangi e ti abboffi come una iena per poi agonizzare in divano tre minuti con un principio di ulcera, e poi via andare di nuovo. Il tuo parrucchiere, poi, ha quella venetta di sadismo immotivata nei tuoi confronti (non serve che mi facciate male, ragazzi, tranquilli, riesco a gestire la cosa benissimo anche da sola) e quindi ti fa i capelli strambi che ti vien da pensare che stavi meglio prima, col ciuppolo nero che li stringeva sulla nuca, tipo vedovella contrita, e una frangia king size che la gente si girava a guardarti per strada e si rabaltava dal ridere. E tutto questo alleggerendoti di trenta sacchi (mi venivano due Guanda nuovi di pacca, o un bell'Adelphi sontuoso, o un Persephone in lingua che se lo tocchi sembra di seta). Non c'è niente da fare, non riesco a smettere di pensare che i soldi spesi dal parrucchiere potrei spenderli meglio. Forse era meglio se nascevo maschio, andavo dal barbiere a scorciarmeli ad ogni morte di papa, mi sedevo lì a sfogliarmi "Agricoltura oggi" o "Playboy e ciacolavo di femmine e calcio, non necessariamente in quest'ordine e non necessariamente usando la parola "femmine". E invece ogni volta mi tocca sorbirmi tutto il rito del Nuovo Sè Femminile che Rinasce (ma de che??) per dover vedere, poi, di nuovo i miei quattro ciuffi anarchici che si sollevano e sfidano il mondo. Ma basta, io mi arrendo.
Periodo sullo sfigatello, non sto a tediarvi ma ho avuto di meglio, come direbbe Elizabeth Taylor al sesto marito. Speriamo la rogna non dico sparisca, quantomeno butti un occhio anche agli altri, ché siamo tanti. L'appalto non l'ho vinto solo io, spero.
Mi sento invischiata in una tragica candid camera, tutto è lento e assurdo, come se Dio dall'alto mi riprendesse e aspettasse solo il momento buono per uscire e dirmi "sorridi, dai!era tutto uno scherzo!". Beh, direi che ci potremmo anche dare una mossa, lassù in alto, a questo punto.
Altro esempio, di cosa significhi avere la giornata contro: sto lavando i piatti, lavello ricolmo di Svelto profumoso, acqua calda, dentro un macello di coltelli, pentole, tazze. Non sono nata ieri, so come si maneggia una lama immersa nell'acqua, che non vedi ma puoi sentire il filo contro la mano lì pronto a farti un bell'intarsio dritto e profondo, se stringi. Di solito faccio danzare i coltelli veloci, faccio scorrere la spugna leggera con tanti colpetti dalla parte del taglio e poi rifinisco la lunghezza, non succede mai niente. Ma stasera ho buttato dentro anche una forbice scema, una di quelle da cucina che non tagliano niente, appena il pacco dei biscotti, una forbice spuntata e inutile. La stessa forbice che ho preso in mano senza pensarci, a cuor leggero, e che mi ha aperto un fiore rosso proprio in mezzo al mio bellissimo pollice opponibile destro, il dito che probabilmente, da primate, mi serve più di tutti, per lavare, tenere, stringere, scrivere, spostare il mouse, aprire le scatolette di sgombro...tutto. Ho continuato a lavare i piatti, sentendolo pulsare, il sangue che, ovviamente, corroborato dall'acqua calda, fiottava allegro. Ho pelato le patate, ostinata, e lì cominciava a calmarsi (s'è rimesso in moto quando il pelapatate l'ha accarezzato, per un momento ho visto il Signore che mi sorrideva e scuoteva la testa, come a dire, ma lascia perdere!, ma non vedi come butta il pomeriggio?
Tutta la cucina sembrava il set di "Final Destination", il film con i ragazzini che la Morte insegue per andare a riprenderseli, facendoli fuori in modi davvero fantasiosi. Mancava solo il pianoforte che mi cadeva addosso, come a George, nella reclame.
Ci sono dei giorni in cui sei davvero impedita, hai Marte contro o solo la sfiga, sei in sindrome strana o era meglio se la mattina non ti alzavi proprio. L'unica è imbottirsi di ovatta o di cuscini, mettersi a letto e chiudere col mondo, almeno per un po'.
Almeno finché i tagli non si chiudono, i capelli non ricrescono, il Nuovo Sé Femminile non trova il modo di uscire fuori e rendersi dolce e simpatico. Se lascio fare al mio Sè Maschile, sto fresca.

12 commenti:

Visir ha detto...
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Visir ha detto...

Alcuni pensano che la fortuna e il suo contrappunto, la sfiga, non esistano cioè siano solo una proiezione delle nostre aspettative.
Un atteggiamento questo forse un po’ immaturo di chi non sa o non vuole vedere il risultato delle proprie scelte.
Io penso semplicemente che deve comunque esistere la fortuna: altrimenti come si spiegherebbero i successi degli altri!

A parte questo, giova considerare alcune banalità che spesso trascuriamo.
La nostra vita (importantissima in specie per noi stessi) non è mai come appare.
Pianificando le nostre giornate come un palinsesto demenziale e frenetico perdiamo spesso il senso della misura, delle proporzioni direi.
Non vediamo così la vita degli altri che scorre a fianco alla nostra e che ha gli stessi diritti e aspirazioni.

Per esempio a Haiti c'è stato un terremoto pareva, sentendo le notizie dei telegiornali, che lì era giunta la fine del mondo in anticipo sulle previsioni del 2012.
Ho anche sentito che la gente (i superstiti) sono scesi in strada a pregare, qualche d'uno è morto proprio, mentre stava pregando in strada appunto.
Ironia della sorte si potrebbe dire cinicamente e si potrebbe aggiungere che “il grande Capo”, oltre ad essere un gran serial killer ha un certo humor, ma non sta a me giudicare.

E', come vedi, sempre un problema di punti di vista.
Se potessimo avere una visione d'insieme del mondo una, come dicono gli inglesi, “helicopter view” della terra e delle disgrazie che accadono ai suoi abitanti, anche ora mentre leggi queste parole, non potremmo che alzare gli occhi al cielo e dire: "Grazie...per ora".

Naturalmente dopo aver espresso questo bel pensiero se becco quello stronzo che mi ha rigato la macchina ieri l'altro mi verrebbe una gran voglia, invece di spiegargli la mia serafica visone del mondo, di recitargli a suo ammaestramento questo breve passo di Ezechiele 25.17.

“Il cammino dell’uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi.
Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre; perchè egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti.
E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare ed infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore, quando farò calare la mia vendetta sopra di te.".

Gli direi solo questa cosina semplice, semplice... prima dell’esecuzione. :)

gillipixel ha detto...

Vale, è proprio in giorni del genere che si rivaluta all'inverosimile Nostra Sorella Pigrizia :-) bisogna fare il meno possibile, barricarsi sul divano e limitarsi ad osservare i marosi della sfiga che imperverrsano :-) nel limite del possibile, certo...se si è chiamati ad agire, bisogna farlo più passivamente che si può :-)
Sempre squisite le tue descrizioni: riusciresti ad infondere grazia narrativa anche all'elenco degli ingredienti dello stracchino di nonno nanni :-)

sogliadiattenzione ha detto...

Tanto per rompere le balle a Visir, Tarantino avrà lasciato due tre righe massimo di quel passo della Bibbia, tutto il resto è inventato di sana pianta. Così, per la precisione. Sono pesante vero?
:)

Visir ha detto...

Giusto per amore di verità rispondo a SdA. Ero a conoscenza di quello che scrivi.
Ezechiele 25.17 non esiste se non nell'immaginario cinematografico.
Nulla toglie al pathos di questa citazione (apocrifa) di sicuro effetto.
Credo, che fra duemila anni, anche questo "falso" potrebbe avere un riconoscimento e magari un seguito come, mi pare, ne abbia oggi il vecchio e nuovo Testamento di cui non conosciamo nulla di certo ma consideriamo "tout court" questi testi come sacri.
Mi viene da sorridere pensando che forse questi "pilastri dell'umanità" scritti dall'uomo sotto la dettatura, ninetepopodimeno, di Dio sono forse nati per divertimento.

Una sorta di film dell'epoca per lenire il tedio delle lunghe notti africane.
Si sono commesse inaudite tragedie e purtroppo se ne commettono ancora oggi, solo per una diversa interpretazione di questi "film".

Ricordo durante un mio viaggio verso le montagne Nuba nella parte sud-orientale del Kurdufan in Sudan
che domandai alla nostra guida dei suoi lunghi silenzi, egli diceva solo l'indispensabile e qualche volta anche meno.
"Prima di parlare, taci", fu il suo laconico commento.

Come sarebbe bello il mondo se tutti seguissimo questo semplice invito.

Vanessa Valentine ha detto...

Visir, se io fossi John Travolta, davanti ad un bel Big Mac, non potrei che darti ragione.
La nostra piccola sfiga quotidiana sparisce di fronte alla Sfortuna che si abbatte su altri, quando in effetti il Grande Capo sembra essersi girato da un'altra parte, o essere impegnato altrove, o in ferie. Ti vengono dubbi forti, in certi momenti, poi ti penti di pensieri così bui e cerchi di fare il possibile, tipo aiutare per quanto puoi, sfruttando così la tua capacità di fare, umana, probabilmente l'unica forma divina sulla quale si possa, anche minimamente, contare.
Detto ciò, e per risollevare un po' la cappa di gelo che nel frattempo è scesa nella stanza, posso solo inneggiare alla visione tarantiniana della vita, cinica ma con un fondo di malmostosa bontà, in definitiva la cifra stilistica di noi tosti figliuoli...;))))

Vanessa Valentine ha detto...

"Se si è chiamati ad agire, bisogna farlo più passivamente che si può"...:)))))))))))
Grandissima frase, Gilli! Ho deciso che la farò scolpire sulla mia lapide, quando il momento sarà furtivamente sopraggiunto, come un ladro nella notte...:)))))
E sotto farò mettere la pubblicità dello stracchino di nonno nanni (che è buono davvero, per la cronaca);)
Scherzi a parte, sul non agire, in certe giornate, bisognerebbe davvero dedicare un koan buddista lungo un chilometro, un insegnamento del tipo "la gru osserva dalla riva le canne che oscillano che osservano le foglie sull'acqua che fluttuano che osservano nel cielo le rondini che volano che si posano sui rami di salice che si piegano sull'acqua che scorre e che non osserva perché è", una cosa del genere, ti rilassa e ti permette di meditare sul divano per ore...e di pisolare...:)))))

Vanessa Valentine ha detto...

Soglia, Tarantino è il grande manipolatore che ci piace, quindi gli perdoniamo un uso disinvolto delle Scritture, ma solo perché è lui. E anche perché i suoi personaggi sono fichi e violenti e fanno quello che vogliono, cosa che purtroppo non può essere applicata a noi, tridimensionali e legati da convenzioni umane (più o meno).
E no, non sei pesante ma stai esercitando un sacro diritto, credo autorizzato da sette o otto emendamenti americani, quindi vai tranquillo. :))))))
Visir può sempre picchiarti, se lo ritiene opportuno, in separata sede. Ma è un gentiluomo, e al massimo ti sfiderà a duello all'alba, con pari e pistole.;)

Vanessa Valentine ha detto...

Dei tuoi viaggi, Visir, se non l'hai già fatto, dovrai presto narrare in un romanzo. Ad esempio, il Kurdufan (in geografia sono una capra al cubo, quindi non ho idea se esista o se tu mi stia pigliando per i miei reali fondelli, ma visto che citi il Sudan ti accordo fiducia;)) è un luogo già mitico nella mia mente, e ti vedrei bene come personaggio tarantiniano che cammina ramingo e solingo, affondando nella sabbia o comunque sia fatto il terriccio kurdufanese ma avanzando comunque, il volto virile scolpito da fatiche e intemperie, raggiungendo gli amici in difficoltà onde salvarli...eh, sì, fossi io Tarantino, la parte non te la porterebbe via nessuno (sono seria).
Anche mio nonno diceva "prima de parlare, tasi", deve essere un detto famoso, un po' come gli archetipi junghiani.;))))

sogliadiattenzione ha detto...

Sempre che siano pistole sparaventose, allora occhèi. Oh, ma non stavo criticanto Visir, eh, era solo una precisazione, nel caso qualcuno avesse pensato che il pezzo esistesse davvero nella Bibbia, siccome a me quella volta era presa la curiosità ed ero andato a verificare, bene, non esiste, a parte la chiusa, che io poi adoro Tarantino.
I miei ossequi.

Visir ha detto...

Il Kurdufan in Sudan esiste eccome, non è certo un dentifricio, anche se il nome lo ricorda.

Quanto al personaggio da te descritto che dovrei magari impersonare in questo pindarico film, direi che è molto più bello e romantico di quanto io possa essere nella migliore delle realtà possibili.
Credo che assomigli ad un misto di Indiana Jones, veterinario dell'Amaro Averna e Sean Connery in OO7 (Dalla Russia con Amore, visto il mio recente viaggio).
E' decisamente una Chimera di personaggi che rimandano ad un immaginario, affascinante certo, ma poco riscontrabile nella mia persona: assai ordinaria nel suo quotidiano.

Da ultimo, l'idea di questo duello fra me e SogliadiAttenzione poi, all'alba con candide camice e padrini in abito nero mi piace molto, ma l'accetterei solo se usassimo delle pistole che sparano freccette a ventosa.
In una sorta di pantomima campestre atta a giustificare un sano "brunch" da gustare tutti assieme "an plain air" come dicono i francesi.

In generale non mi offendo mai tranne quando mi dicono la verità, in questo assomiglio "paro-paro" al resto dell'umanità.

Sino ad ora ho sempre trovato tutti i commenti molto simpatici e anche intelligenti :)))))

Vanessa Valentine ha detto...

Ah, se tutti i duelli si potessero risolvere con le freccette a ventosa (non tirate negli occhi, però, mi raccomando)!:))))
Visir, il veterinario dell'amaro Averna (o i tre amici che partono col biplano e non si sa se mai atterreranno tutti interi, ma si divertono un mondo, nel frattempo) costituiscono il grosso delle fantasie erotiche femminili della mia generazione...:)))))
Insistiamo nel vedere la virilità avventurosa spiegare le sue ali e portarci via in mondi lontani e rutilanti...almeno ci fantastichiamo su, dai.
Pure io mi offendo quando mi dicono la verità, tipo che ho messo su un po' di trippa dopo le feste, ma del resto la gente ha il diritto di dire la verità. Sad but true:))))))
E i tuoi commenti ci piacciono davvero molto, non c'è bisogno di dirlo :)))