venerdì 4 aprile 2014

Aggiornamento

Vivo un periodo frenetico, lo dico in tutta onestà.
Sono completamente travolta dall'ambiente nuovo, gli impegni, le persone, i ragazzi in classe.
Scrivo come una pazza le cose da fare sull'agenda, con i giorni che mi sfuggono dalle mani come sabbia mercuriale.
Già aprile e vacanze di Pasqua, programma da tenere aggiornato, teatrino in inglese, gite, incontri Avis, verifiche. I giorni mi urtano e scappano via, come studenti alati durante la ricreazione.
Cerco di tenere il timone ma questo gira e gira, violento, mi strappa la pelle dalle mani.
Mi sembra di essere ovunque, di essere chiunque, ricettiva ai massimi livelli, tutta occhi e orecchie. Un animale sensibilissimo alla luce, alle impressioni.
Uno dei miei migliori periodi senza pelle.
Sguantata.
Ogni sensazione è feroce, tenerissima, un animaletto morbido e pieno di denti.
Percepisco ogni minima frizione, ogni variazione di luce, di pressione, ogni sguardo, sussurro, battito.
Per ora è fantastico.
Poi probabilmente la vita presenterà il conto, come fa sempre. Del resto è il suo mestiere, ostessa paziente.
Leggo Joyce Carol Oates e la trovo sublime, sul serio.
Ascolto Coltrane, ancora una volta l'orecchio interno vibra come una zanzara ebbra di piacere e di sangue.
Non so dove sto andando ma il viaggio, wow.
Maledettamente bello.

sabato 15 marzo 2014

Oh Mighty Aphrodite

Boccioli rosa, rosa scuro, bianchi, color crema.
Un ondeggiare di fiori, a Woodville, mentre cammino lungo la Main Street diretta verso la pasticceria.
Come tutto quel rosa sia leggero, come le palpebre di una ragazza assonnata, malizioso, vitale, spudorato.
Come i fiori vaporosi sbattano in faccia la loro maestà.
Incantamento completo, bocca aperta, il trench ondeggia anche lui al vento, tutto mi sembra sospeso e leggiadro. 
Sono fatta di spuma, esco dalle acque, inciampo, recupero l'equilibrio.
Sorrido immotivatamente al rosa.
Come tutti.

martedì 4 marzo 2014

Violette infreddolite

Un vento gelido, oggi.
Sbatacchia le imposte con arroganza, gela le zampine morbide della Bagi e la costringe a rintanarsi nel cucciotto caldo sul divano, un sogno di coperte di pile e cuscini, tutti per lei.
Io mi tengo un paio di maglioni addosso e occhieggio il cielo, non si sa mai che faccia la spruzzata di neve mai vista durante i mesi veramente freddi.
In realtà, dietro le palazzine, c'è l'erba più verde e grassa mai vista da tanto tempo: ciuffi svettanti e vezzosi, reginetti di bellezza vegetali. Un colore incredibile e fiori, fiori in quantità. Violette, dente di leone, veronica, pratoline. Tutti gettati là alla rinfusa da un Botticelli disordinato. Si stringono nei loro cappottini verdi, sembra che tirino su il bavero di foglioline.
Gemme sicure di sé.
Il povero fico abbattuto da gente sconsiderata (come si può abbattere un albero da frutto forte e sano, solo perché i fichi si spiaccicavano sul marciapiede comunale? Ma tagliate i rami che affacciano sulle pietre, dico io...è un delitto uccidere una pianta sana) ha tanti figlioli ai suoi piedi, spero che ripartano da zero e diventino alberi potenti.
Uscire e andare in biblio va oltre le mie forze, oggi: un libro di Daverio mi ispirava molto ma quest'aria gelida...brrrr.
Oggi sto a casa, correggo i compiti, stiro, lavo.
E sento sempre gente che dice, mi annoio! Non so cosa fare!!
'Scolta, tosa, vieni a casa mia. Ho del lavoro per te. Ciapa, piega gli asciugamani, va'.
O leggi i giornali al posto mio, che ne ho una catasta.

venerdì 28 febbraio 2014

Adelina e Guendalina Blabla alla Spa

Il compleanno dei quarantatre è arrivato e andato con una certa velocità. A questo punto, nella vita, si capisce che costano più le candeline della torta, quindi è più oculato tenere il profilo basso.
Comunque, la mia ineffabile magnifica cugina mi ha fatto la sorpresona di regalarmi una mattina nel centro benessere-bellezza-wellness rivierasco per eccellenza, ove non avevo mai posto piede.
Infrasettimanalmente, guidando serena con Tori Amos che gorgheggiava nel lettore cd, mi son presa una mattina per rimettere insieme i pezzettoni dopo un mese e rotti di insegnamento ai pargoli (bello bello bello in modo assurdo, sebbene leggermente usurante...), quindi la prospettiva di un paio d'ore di coccole e tepori vari appariva estremamente seducente.
Lei conosceva già il posto anche se voleva imprimare con la sottoscritta la parte Spa, con tutte quelle cosine raffinate e orientali che di solito fan bene allo spirito. Del tipo, hai le cose sotto il naso, nel tuo paese e manco le vedi. Sempre di corsa come sei.
Così mi son fatta trovare col borsone carico di ciabattine, costume e accappatoio all'ingresso del tantrico paradiso. Trovata la Magnifica, abbiamo speso i primi minuti all'interno della struttura a capire come gestire armadietti, lucchetti, costumi e desabillè vari, riuscendo alla fine a non girare in mutande o, peggio, senza.
Girando in giro per corridoi siamo arrivate ad una porta oriental-dantesca tutta di legno istoriato; si accedeva con il badge magnetico che ha fatto sbling aprendo il portone. E da lì in poi, l'oblio dei sensi.
Forse avrete presente queste piccole oasi nelle città, tiepide, semibuie, tutte piene di candeline, candelone e candelotti, sdraio nascoste da tende setose, mosaici e sciabordio d'acqua. Ci è venuta incontro una signorina gentile e delicata come un fiore di maggio spiegandoci cosa si poteva fare nell'ora e mezza che ci aspettava, dando consigli (del tipo, evitate troppa sauna, viste le temperature elevate e la pressione media femminile da marmotta in letargo e strafatta), come fare i percorsi alternando caldo e freddo, il momento relax finale e così via. Tutto molto seducente e rilassante. Io, senza occhiali, ormai persa in una cecità talpesca pressoché totale, mi affidavo all'udito e al tatto. Nella semioscurità a malapena riconoscevo i miei piedi.
La sauna finlandese l'abbiamo scartata subito perché con i suoi 95° temevo di finire lessata e scotta come i fagiolini che la Mama fa in pignatta. Pensiero condiviso dalla Magnifica. Per cui abbiamo optato per l'evergreen bagno turco, vaporoso e sbuffante nonché piacevolissimo, tutto pieni di aromi balsamici e musiche rilassanti con gli uccellini canticchianti nel bosco, campanelle e sfrusciolio d'onde. Ricordatevi che se vi appisolate nel bagno turco vi ritrovano a ondine come la carta igienica quando la inzuppate per sbaglio. Meglio tenere gli occhi aperti e il metabolismo frizzante.
In tutto quel vapore naturalmente ciacolavamo, da brave cugine Blabla, di tutto e di più. Tanto, c'eravamo solo noi, lì dentro. Quando ci è parso di essere ben strizzolose e zuppe, ce ne siamo andate  ammollo nell'idromassaggio, una goduria di bolle e sbattimenti acquatici su tutte quelle zone che, purtroppo nel mio caso, sono spesso renitenti al movimento ma spalancano le braccia all'accumulo di dolomiti adipose. Altre naiadi ciacolavano in mezzo al ribollire, facendo attenzione all'ondetta anomala e traditrice che ti riempie la bocca quando meno te l'aspetti ( l'idromassaggio non è un gentiluomo, anche se ti fa divertire). Inutile dire che a star lì tra le bollocchie ci passeresti tutta la vita finché non ti viene la pelle da rana.
Pigliate da una frenesia senza posa, siamo uscite dalla vasca e dritte alle docce: tiepidine, sempre con i colori e le musichette della foresta, ocio ai piedi e alle scivolate ché il pavimento è ssslissssio (un mio enorme problema, ho due banane al posto dei piedi e pattino che è un piacere praticamente anche sulla sabbia). Sopravvissuta miracolosamente a fratture e lussazioni varie agli arti inferiori, ho infilato di gran carriera con la Magnifica la porta di vetro della sauna (dieci minuti anche lì, temperatura più sostenuta ma che pace, che dolcezza, il collo che mi mordeva da un mese si è messo a nanna e oggi riesco perfino a guardare oltre la spalla sinistra, un miracolo). La sauna ti cuoce a puntino e quando esci sei brasato e rilassato tanto che ti infileresti a letto a ronfare col gatto sulla panza.
Splendido. 
Per raffreddarci, altra doccia (provato la modalità "Tropic Thunder", non sono mai stata in mezzo ad una furibonda pioggia tropicale ma tutta quell'acqua nel naso, freschetta e violentissima, rendeva maledettamente bene l'idea). Altro momento comico mentre cercavo di uscire dai mosaici senza vedere un tubo e senza accartocciarmi il naso contro la parete.
Abbiamo concluso col relax raccomandato dalla ragazza, in accappatoio sulle sdraio, con una pezzetta frescolina e profumata che ci siamo schiaffate sui visi roventi mentre trangugiavamo tisane profumate e caldissime, momento in effetti carino e coccoloso e ciacoloso, ovvio.
In quel momento ci sentivamo pestate col batticarne e benissimo, ogni muscoletto sciolto e compiaciuto.
Spettacolo.
L'ambiente era prevalentemente femminile (unico maschio un signore di mezz'età che, coraggioso, si è fatto anche la doccia gelida, urca), il posto veramente carino e intimo. Un'oasi.
Caspita, Magnifica, tu sì che mi vizi... invecchiare è quasi un piacere.
Adesso vorrei essere la Lepre Marzolina e festeggiare ancora e ancora con te ogni giorno che arriverà, cantando la Canzone del Buon Non-Compleanno...;)
Consideriamola una prova generale.
Speriamo che il mondo abbia Spa, piscine e mosaici a sufficienza.
Ed eravamo anche due gran gnoccolone.;)

mercoledì 12 febbraio 2014

Alti e bassi

E' stato un colpo basso, Philip Seymour Hoffman.
Quando la Magnifica mi ha mandato il messaggio che raccontava della tua prematura fine, ho subito pensato che ti era toccata in sorte quella fine decisamente sfigata, un infarto, un ictus in un'età ancora ragionevolmente tenera, la terra di mezzo dei quaranta, quella che mi trovo a guadare pure io, da qualche anno. Ho sentito una vibrazione cattiva in mezzo al petto, un dispiacere intenso, disappunto. Ho pensato che, al solito, la Triste Mietitrice disprezzi il talento (se fosse vero...si porta via anche gente incapace, bisogna dire che la ragazza è democratica). In una notte di pioggia e vento, la notizia cupa si incuneava alla perfezione.
Mi piacevi tantissimo. Eri un mostro di bravura. Un attore bravissimo in parti disturbanti, quelle che solo gli attori con gli attributi vanno a cercarsi col lanternino. Si vedeva che ti piacevano le cose complicate.
Il talento ha sempre un prezzo alto.
La vita è fatta così, superficie, ci soffermiamo sulle cose quel poco necessario a metabolizzare l'informazione e poi via, capita sempre qualcosa di nuovo. Ci sono tanta gioia, tanto dolore, tanta noia al di là del muro, in agguato. Chi ha tempo per fermarsi? Capiamo così poco di noi stessi, sempre con la presunzione di capire tutto degli altri.
Che dispiacere, davvero.
La cosa peggiore è pensare al tuo dolore e alla tua fragilità e, come sempre, capire che non si può fare molto al riguardo.
Peccato.

venerdì 31 gennaio 2014

Gattine e pestine



Arrivato in biblio, mi aspetta.
Eheh, non vedo l'ora.
Di piccole pesti nella vita non ce ne sono mai abbastanza...
Miss Potato, this one's for you.;)

mercoledì 22 gennaio 2014

Ultime news

All'improvviso ricevo un incarico per insegnare inglese alle medie in un paese più vicino alle mie vecchie campagne miresi rispetto alle lande di Poultryville. Naturalmente dico sì dopo un nanosecondo.
La cosa va avanti da una settimana, precipitandomi in una caotica messe di novità, voti, scrutini e medie matematiche sul registro. Per evitare il flippamento totale, cerco di mantenere il dovuto distacco e la messa a fuoco doverosa sugli eventi.
Tutti sono molto gentili e io faccio come sempre la mia parte.
Rispetto alle vecchie medie di New Village, nel passato, qui ho a che fare con due prime (vivacerrime) e una seconda piuttosto dotata e coesa, benché casinista la sua parte.
Per il momento mi diverto, ritrovo vecchie conoscenze della mia infanzia (vecchio in senso buono, eh), macinandomi svariate decine di km tre volte alla settimana. nei tempi morti passo in campagna dai vecchi, controllo Miss Potato e la sua crescita (considerevole, la Mama ingozza la piccola di bustine di carne, ormai è una signorina e tra un po' le toccherà la Sorpresina dal veterinario...:( , eh, beh, la vogliamo con noi, ovviamente. E' diventata la gatta di mio padre, lo guarda in adorazione e gli pettina la barba con le zampine). La Pippa è diventata una tutrice canina, dorme sul divano panza all'aria con la gattina spadellata sulla trippa. Da morire dal ridere.
Le letture hanno subito un rallentamento solo temporaneo, devo decisamente organizzare meglio i pomeriggi. Naturalmente, sto via tre giorni e la casa nel frattempo si anima e si autoincasina con metodo, biancheria che esce dai cassetti, roba da lavare che scaturisce dalla lavatrice, bicchieri che si sdoppiano per partenogenesi. Una mostruosità di bioccoli di polvere che si agitano, poetici e spumosi, sul pavimento, e beffardi.
Tutto questo in un gennaio primaverile, con pratoline nel verde e gemme incerte se venir già su o poltrire ancora.
Le imito, svenendo sul divano alle nove e dormendo fino alle undici (di sera), prosciugata nelle forze dall'energia dei piccoli, come sempre. Drenata, in un certo modo.
Lo stress manderà un po' in combustione i grassi accumulati?
Mah. Esperimento!
Sempre vegetariana, a parte il pranzo dalla Magnifica, di cui parlerò a parte...i maccheroni pasticciati della zia. Ad ognuno la madeleine che preferisce.;)