mercoledì 27 maggio 2015

The sea

Esteticamente, il mare è meraviglioso. Onde lucenti, argento liquido, barche ondeggianti in lontananza...posso capire perché gli umani amino il suo giallo vivido, la sabbia scura piena di orme insensate, le sdraio chiuse, attese di romanzi da leggere, ombrelloni nel vento, iodio eccitante..il mare è l'adolescenza della vita, il mattino delle possibilità, l'attimo dell'amore, la comprensionse del piacevole, insensato non senso.
Il mare è la vita, un gabbiano affamato, non va da nessuna parte, e lo amiamo lo stesso.

lunedì 9 febbraio 2015

Sinceramente, in un mondo crudele, fanatico, orgogliosamente e stupidamente protervo, all'alba dei quarantaquattro rintocchi, delle quarantaquattro salve di cannone, in quell'età che la vulgata dipinge come la strafottente età del cinismo, passare la serata a giocare con la Bagi, a catturare i suoi amati nastri rossi (scarti di confezioni di pandoro e panettone), con lei che crolla e chiude gli occhi serena e appagata mentre le carezzo quella zucchetta tonda e matta dicendole, chi è la ragazza più bella del mondo?, e lei, purr purr purr.
Così tanto pacifico silenzio, intorno, come in cima ad un faro dalle luci spente.

giovedì 5 febbraio 2015

Stormy weather

Quei pomeriggi burrascosi, con un romanzo di Simenon sulle ginocchia. .roastbeef a cena, nanna presto.
Absolutely great.
La nave ancorata nel porto, la tempesta mugghia, sconfitta. 

mercoledì 31 dicembre 2014

Gli anni col 5 mi perplimono

E insomma già i botti vanno per l'aere, son più vecchia che mai ma giovanissima qui dentro, sotto il cuore.
Esco e vado a bere un pochetto, con gli amici.
Domani English Grammar e stirare.
Concerto di Capodanno, se mi ricordo.
Amici, vi voglio bene.
Malgrado tutto, teniamo duro..:)
Dai, facciamolo!, come dice il Crozza/ Viperetta.. :)))
Gli anni col 5 mi stanno sulle animelle..
Bof!!
Mesci ancora, oste della malora!!!
;)))))


lunedì 1 dicembre 2014

Bagigia e i film di Mike Leigh che è costretta a sorbirsi

Scandaloso, ho dimenticato la mia creatura di lettere e computer su di un panchina, a piangere tutta sola.
Madre degenere.
Troppo presa da non so nemmeno io cosa, la vita, probabilmente, la spesa, la pagnotta, gli storni là fuori, pronti a migrare.
Beh, ad ogni modo, eccomi.
Da un po' ci pensavo, mi dicevo, massì, devo parlare di questo bel film, l'ho visto due settimane fa su Laeffe, mi ricordo, era un lunedì e io ho pianto tanto, ma taaaanto, che poi mi son dovuta ingollare un'aspirina di quelle alla Cocacola, buone, per abbassare la pressione delle venette nel cranio.
"Another year" è un film di Mike Leigh, l'avrò visto tre o quattro volte, ogni volta che lo passano in tv me lo rivedo. Di gusto.
Di Mike Leigh ho visto e rivisto anche "Segreti e Bugie", anche lì un pianto infinito, singhiozzoni e catarsi finale che levati. Questo mi mette in una disposizione d'animo mista, un filo mi fa anche incazzare, con certi personaggi che scuoterei come l'albero delle amarene che aveva mia nonna, speravo così che venissero giù tutte insieme e prima...dicendo, ma bastaaaaa, cambia, non lo vedi che hai rotto l'anima a tutti, cos'hai che non va? La domanda che più spesso rivolgiamo agli altri (oddio, io la rivolgo agli altri, quando i miei tentativi di smontare le persone tipo giochino di legno per riaggiustarle e vederle felici sono, al solito, andati a farsi benedire. Sospirando li osservo e penso che è meglio avere a che fare con cani e gatti, semplici e risoluti. Ho un po' questa sindrome del Padreterno, lo ammetto).
Comunque, nel film ci sono Tom e Gerri (già buffo), lui è un geologo e lei una psicologa tipo dell'Asl inglese, sono di quella mezz'età che già trascolora nella terza, benestanti, lefty ed ecologisti (coltivano un orto fuori Londra, li vediamo zappare con ammirevole costanza sotto ogni sole, vento e piova britannici che Dio manda in terra. Con annesso riposo e tè ritemprante). Stanno insieme da una vita e hanno un figlio, avvocato patrocinatore di gente con tante grane e poco grano, un idealista della malora, diciamo. Vorrebbero i nipotini ma lui nicchia. E vabbè, la vita è la sua.
Nel loro entourage ci sono l'amica Mary, bionda divorziata e un po' intronata che fa strage di luoghi comuni sulle bionde divorziate di mezz'età, ancora carina ma rognosa di carattere, dolce e tenera e bisognosa d'amore. E l'amico Ken, altro cuore pymiano infranto, dedito all'alcol (e chi può in cuor suo, sinceramente, biasimarlo), attratto da Mary la quale non se lo fila ma davvero zero virgola zero.
Nell'arco di un anno, un altro, come dice il titolo, vediamo i piccoli avvenimenti nella vita di un gruppo di persone. Dove sta la magia? Nel fatto che noi li stiamo a guardare e a sentire per un'ora e mezza con le lacrime agli occhi e il cuore in pappa pensando, madonna ma sono io, ma no, non devi fare così, perché non cambi, perché tanto dolore? Vediamo le dinamiche relazionali sbagliate delle persone ma infine siamo come Gerri (discretamente impotente) la quale è destinata a fallire davanti ad una folgorante Imelda Staunton che, casalinga dalle labbra serrate, colma di astio/dolore/avversione verso la vita, non ascolta nemmeno i tentativi della psicologa per parlare o aprirsi ma chiede solo un sonnifero, un anticipo di oblio eterno, un'uscita di sicurezza dalla vita, nemica, sempre. Occhi rabbiosi, pozzi scuri e codardi, incredibile come un'attrice riesca a mettere tanta sofferenza in dieci minuti di inquadratura.
Gerri è una specie di Dea Madre sorniona e razionale, fende la vita con la sua stazza generosa e la sua andatura da papera placida, bellissima (secondo Tom, marito innamoratissimo), pronta a scavare negli abissi che tutti teniamo ben celati, senza renderci conto di quanto siamo trasparenti, malgrado tutti gli sforzi. Un porto sicuro, un attracco generoso. Tom, lo yang, è il geologo che scava il suolo di Londra, amandolo, pronto a vederlo violentato per nuove costruzioni, consapevole che, anno dopo anno, la vita continua, senza che nulla si fermi mai. Ironico, delizioso, smaliziato, amabile. Con quel lato degli uomini che adoro, prendere la vita come viene, perché altro non si può fare. Consapevole che gli idealismi della gioventù invecchiano, diventano geologi dallo sguardo dolente, a volte, di fronte a quella gran zoccolona traditrice che è l'esistenza.
E così scopriamo che Mary ha una cotta per il loro figliolo, pur essendo più matura, lui accetta con garbo ed educazione la corte e lei si illude, per il desiderio di entrare definitivamente a far parte della famiglia ( e non solo per crollare svenuta nella camera degli ospiti dopo una serata alcolica, con Tom e Gerri che fanno da genitori loro malgrado). Ma il ragazzo trova la sua Gerri, una dolce ragazza che si dà da fare tantissimo per gli altri (l'altruismo è la chiave di lettura e la soluzione, lampante...prima di avere bisogna dare. Sembra banale ma è il senso della vita).
"Happy-Go-Lucky" diceva più o meno la stessa cosa, era più leggero e la protagonista uno zuccherino. Sì, lo so, le mie recensioni sono un orsetto tocciato nel miele. Il mio ghost writer è Winnie The Pooh...
E così Mary sbrocca e viene allontanata dal paradiso, ripiomba in una Londra che ti frega appena ti giri.
Passano le stagioni, l'inverno freddo e bluastro vede il funerale della cognata di Tom, con suo fratello raggelato e immoto, un nipote rabbiosissimo e assente, gli stessi occhi scuri e cupi della casalinga, con Tom e Gerri a portare pasticci di carne e da bere per la veglia funebre e odio, risentimento e imbarazzo a tappezzare la modesta casetta del quartiere operaio, file tutte uguali di mattoni rossi e finestre bianche.
Con lo smarrimento di chi vuol aiutare, sforzandosi di superare il fossato pieno di coccodrilli.
Nella casa di Tom e Gerri, alla fine, nel cuore di un inverno londinese indifferente, torna a germinare l'affetto, per gli amici persi e ritrovati e forse qualcosa di più, tra Mary e il vedovo..chi lo sa. Leigh suggerisce speranze e le spazza via, ognuno a seconda della propria credulona bontà sceglie il finale che preferisce.
Mary, malgrado sia una rompiscatole svampita ed egocentrica finisce tra le braccia di Gerri (vieni da me, esistono parole più dolci che si possano sentire da un essere umano?) piangendo come una fontana, l'esilio è finito, ho gli occhi ricolmi di pianto che non riesco nemmeno a vedere il televisore, la Bagigia è allarmata, porco mondo, dov'è quell'aspirina maledetta.
A tavola, tra chiacchiere e vino e progetti di viaggio, dove la vita riprende ancora una volta il suo benevolo e distratto potere su di noi, Mary ascolta la conversazione sorridendo solo con gli occhi, mentre il suo viso si fa un po' alla volta sempre più piccolo, più solo. E noi sentiamo solo il silenzio, quello che lei ha dentro, quello che non riesce ad uscire, a scaldarsi.
E se finora pensavate di aver pianto abbastanza, signori, non avete ancora visto niente.
Bagigia protesta, dice che i film di Mike Leigh le arricciano il pelo con l'umidità.

martedì 11 novembre 2014

Hippie ye yeah

E nel momento in cui ti telefonano dalla segreteria e ti dicono, se vuoi la cattedra è tua, beh, gente, non avete idea della felicità folle che ti pervade, come ridere a perdifiato in cima ad una collina, pensare, resterò con i miei ragazzi, resterò qui, appartengo a loro adesso.
Sorrisone.
Che aumenta quando i bidelli ti abbracciano e ti dicono, ci speravo.
E i colleghi anziani sorridono perché ti vedono così dannatamente felice. :)

sabato 1 novembre 2014

Giornata tipo

"Prof, ma è vero che lei e gli altri prof ve ne andate la settimana prossima?"
"Ragazzi, c'è questa possibilità. Ci sono graduatorie e aggiornamenti, tutte cose che stancherebbero i vostri cervellini pieni di grammatica inglese. Pensiamo a finire questo benedetto brano sul Galles che son stufa di vedermelo davanti ancora. Piffolato, leggi tu e cerca di non ferirmi le orecchie immotivatamente."
"Ma prof..."
"Oh cielo Santo, e adesso che c'è? Sbrizzi, se ti vedo ancora a tirare il cappuccio della felpa di Rognato prendo il tuo libretto e ci scrivo dentro un romanzo a puntate...che c'è!!!!??"
"Ma noi non vogliamo che lei vada via...lei ci piace..."
Sniff.