domenica 5 ottobre 2008

Aspettando

Che bella luce azzurrina, stasera! Dal terrazzo vedo i colli in lontananza, più scuri e l'aria è quasi frizzantina, da montagna. Meno inquinata, ecco.
In serate come questa mi viene la smania da Natale, vorrei che l'autunno fosse già finito e si cominciasse a tirare fuori gli scatoloni con le palline di vetro, gli angioletti e le statuine, pronti già a mettere l'albero di plastica finto vero (non uccidiamone più del necessario, dai, tanto quando è coperto dalle lucine quasi non si vede che è di plastica...) lì accanto alla finestra, per mostrarlo a quelli della casa di fronte che sbirciano sempre dentro, e sentire la tenera intimità che solo il Natale può dare.
Magari farà ridere pensarci ai primi di ottobre, ma in fin dei conti sono stanca dell'estate e cerco il suo opposto, e il Natale e la sua atmosfera è quello che ci vuole. 
Così già penso ai pacchettini che potrò preparare (anche se poi mi riduco al 24 per la maratona acquisti, un classico), ai piatti da cucinare, ai dolci strani, ai libri giusti per l'atmosfera che leggerò sul divano, con le tende tirate quando fuori fa freddo, nebbia e gelo e io sono lì con l'infuso ai frutti di bosco, che fingo di rabbrividire e me la godo.
E penso a quant'è bella la città, con i marciapiedi umidi, l'aria fredda e le persone di corsa, mentre entro al Santo e vedo tutte le luci accese nella Basilica, con la messa in sottofondo e questo mormorio basso di tutta la gente che prega, e con il presepe nel chiostro...adoro le sue luci, e i bambini che restano a guardare il cielo che rischiara e poi la notte che ritorna, e l'acqua scorre mentre il Bambino riceve gli omaggi di tutti.
Adesso ho un po' di soldi in tasca e mi posso permettere qualche bel regalo, per quelli che amo (io me li faccio tutto l'anno...quindi), però mi ricordo che da adolescente non ne avevo diciamo a bizzeffe e che compravo veramente quattro sciocchezze, per me e per tutti. Però...ero così felice quella volta che mi sono comprata quegli orrendi orecchini con il  turchese finto, nel negozietto vicino alla stazione (scomparso). O la grappa per il mio papà, il maglioncino per la mamma...
Ma la felicità di quella mattina di Natale quando i miei mi hanno fatto trovare una tenda indiana quasi "autentica", enorme, colorata, e meravigliosa in mezzo alla stanza, la felicità di quello che è inaspettato a sei anni...no, non l'ho più provata.

2 commenti:

gillipixel ha detto...

Del periodo di Natale mi piace giusto fino alla sera del 25...certi anni, anche Santo stefano non è male, ma quando si sprofonda nell 27, con l'attesa del benedetto ultimo, è sempre tutto un po' pervaso da mestizia mista ad incazzosità...in ogni caso, tenerissimo questo articolo, mi è piaciuto molto...

Galatea ha detto...

A me invece il Natale mette addosso tristezza. Mi piace fare i regali, diciamo che sopporto fino al 24. Ma poi, il natale in sè, è una specie di incubo. Poi fa freddo, e io lo odio. E poi, forse il problema è quello che dici tu: la gioia di qualcosa di inaspettato dura solo fino ai sei anni. Poi più, e magari è quello che mi intristisce.