Pur con la massima cautela, pur muovendomi quatta quatta come una gatta cauta, sono purtroppo incappata nella famigerata e fosca figura della rompiballe da treno (esiste anche il modello maschile, ma, se è grazioso, sul fatto che scassi si può anche soprassedere).Un mio gesto di cortesia (alla luce degli eventi futuri, sconsiderato), e cioè averle prestato il cellulare per un'emergenza, mi ha istantaneamente precipitato nell'inferno della sua frenetica amicizia, che io non voglio, nel modo più assoluto. Se l'essere umano sapesse che un atto di carità cristiana può compromettere tanti splendidi, solitari, rilassanti viaggi in treno con l'ipod e Repubblica, o Haruki Murakami e il silenzio del vento contro i finestrini, o soltanto i miei pensieri sospesi tra un campo di terra bagnato dalla pioggia e l'altro, la gentilezza scomparirebbe, è indubbio, e ciò sarebbe una gravissima perdita. Però... una donna che mi cerca fino all'ultimo metro della pensilina e quando mi trova dice "meno male! non ti vedevo ed ero preoccupata!", oppure una frase "tesoro, pensavi di essere l'unica a prendere il treno, e invece ci sono io!". E purtroppo, cazzarola, aggiungerei.
Siamo sei miliardi e rotti e tu vieni da me. A rompere le balle a me. Ma perché.
Ho un karma così carogna? Cosa ho fatto nell'incarnazione precedente? Facevo il bagnetto a Hitler? Sinceramente, cara amica, le tue attenzioni non le merito. Non me ne frega niente delle tue lamentele sul tuo lavoro, nemmeno io lavoro all'Onu, ma non sbrego l'anima a nessuno.
Naturalmente, la caratteristica principale del rompiballe da treno (ma pensate ad Ale e Franz, e capirete che questa gente è poliedrica, può occupare panchine, ristoranti, aeroporti, navi, e di sicuro sul Titanic ce n'era uno, dei loro) è il suo carattere noiosissimo, privo di umorismo, ansioso, una pigna insomma. Ti si attaccano come la scabbia, ed è finita.
Devo dire poi che, essendo una persona riservata, divento isterica se qualcuno mi fa la posta, mi tende agguati per trovarmi ovunque, non connetto più, davvero. Vengo precipitata in un racconto di Kafka, mi dibatto ma sono inerme. Pur trincerandomi dietro ad un sorrisetto freddo e cortese, e sprecando sarcasmo a litri, tanto non se ne accorgono, mi rendo conto di essere ormai fottuta, e che me li porterò nella tomba, loro e i pesanti monologhi lamentosi che li distinguono. Infatti l'umanità, con il sofisticato radar che tutti abbiamo, li schizza come la peste, e loro sono venuti da me, attirati dal fluido della mia bontà.
Ho ricevuto alcuni suggerimenti solidali, del tipo: farmi crescere i baffi e passare per un uomo, oppure indossare una parrucca bionda, fumare una sigarettina fina fina al mentolo e parlare come una spia russa dei film anni '50, indossare un sombrero e un poncho, fingere un attacco della sindrome di Tourette...insomma, qualcosa mi devo inventare. Chessò, vestirmi da prete.
Uno stato civile, che ami i suoi cittadini, dovrebbe varare una legge sacrosanta: chi disturba una persona che legge su un treno va multato, e solo una calamità può giustificare tanta barbarie, un deragliamento o i terroristi. Una persona che ti impedisce di stare tranquillo durante i venti minuti più sereni della tua giornata, col tuo bel giornale fresco o il tuo romanzo vergine, con il suo sciocco cicaleccio rompe le balle a te e anche a quelli vicini. Digli di smettere. Fallo tu, perché io sto per diventare violenta.
Accetto i vostri suggerimenti circa i metodi per evitare la donna in questione.
Ricordatevi che l'omicidio è punito dalla legge.