venerdì 15 giugno 2012

Fenomenologia del Culista

Placida mattina di giugno, la campagna mi mette il suo tondeggiante braccio verde attorno alle spalle mentre guido in mezzo ai paesetti ancora tranquilli. Ogni tanto sbuca un furgone dalle vie laterali, le signore anziane in bici per la spesa dell'alba (per non trovare troppa gente in negozio, lo dice anche la mia vecchia), i semafori quasi tutti verdi.
I finestrini aperti mandano nella macchina il tenero profumo dell'aria non arrochita dai gas di scarico.
Guidare è davvero un piacere, come nella pubblicità, la strada è liscia e sgombra, le ruote rotolano accomodanti e fanno plofplofplof baciando l'asfalto.
Ed è lì, nello specchietto.
Perché non li vedi mai arrivare, ti assediano veloci come i dinosauri bastardi di Jurassic Park e zàcchete.
Sto parlando dei Culisti.
I Culisti sono gli automobilisti che viaggiano acculati alla macchina che li precede.
Non ho sinceramente idea di come si sia diffusa questa moda, quando fai la patente ti raccomandano di guidare sempre bello distante dalla macchina di fronte perché, se gli vai in boffice, paghi tu.
E invece il Culista viaggia, misteriosamente, ad un metro dal tuo paraurti, non sto scherzando.
Vivi nel terrore. Dovessi decelerare, per via di un gatto indeciso che non voglio arrotare, di una vecchietta sbandante in bici, se esce uno all'improvviso col muso da una laterale, il Culista, pensi, non riuscirà di sicuro a fermarsi. Mi entrerà in macchina fino al motore.
E io?
I Culisti sono prevalentemente uomini, sebbene le donne si distinguano per protervia e irragionevolezza. Alcuni uomini non digeriscono il fatto che tu gli stia davanti, perciò stanno acculati finché non ti superano in curva, dando un pelo così al furgone che arriva, col suo occupante che ti guata bianco come la carrozzeria. Le donne ti tallonano ostinate come in un film di James Bond, manca solo la bombetta decapitante. Non si capacitano che tu vada alla loro stessa velocità, se vai più forte loro fanno lo stesso, mantenendo sempre il metro fisso tra la loro macchina e la tua. Sembra Speed, il film, se ci allontaniamo di dieci cm in più salta tutto per aria.
Perché, poi, con i Culisti non vale la pena ragionare. Se ridono in faccia alle leggi della fisica perché dovrebbero stare a sentire te?
Poi, mi dico, devo trovare una soluzione. Perché i Culisti, come tutto ciò che di irragionevole, stupido e pericoloso cammina sulla terra, vanno controllati, neutralizzati, ridotti a miti consigli.
E allora li prendo per stanchezza. Li snervo. Alterno velocità e lentezza. Vado pianissimo. Vado forte e poi dò un colpetto di freni. Faccio finta di sbandare. Vado piano e guardo a destra e a sinistra con ostentazione, come se cercassi una maledetta stradina che non si trova. Faccio finta di essere pericolosissima. Li faccio impazzire dalla noia e dal nervoso. (Eheh, in realtà io sono pericolosissima. Ma non diteglielo).
Se lo meritano, per Diana, direi. Era così bello guidare tranquilli!, con l'aria tiepidina e gli uccellini tra i rami, il sole che mi baciava in fronte, stavo anche cantando "You are my sunshine, my only sunshine..." senza un pensiero in testa a parte farmi dare la ricetta della torta pere e limone della prof di lettere della A. Ma te guarda se questo rompiballe dietro mi deve guastare tutta la mattina.
Perchè la vita, dannazione, è sempre tutta così. Tu sei una persona tranquilla, gentile, paziente, ami la pace e la natura e le torte pere e limone, parti in anticipo per fare tutto e arrivare al lavoro rilassata, col tempo giusto per comprare il giornale e berti il caffettino al bar con quattro ciacole di rito.
E naturalmente il Destino ti accula un ritardatario cronico che si sveglia mezz'ora più tardi, parte già digiuno ed isterico e prende le curve a 90 km/h.
Per fortuna i Culisti sono anche abbastanza prevedibili, visto che comprano tutti le stesse macchine, più o meno. Forse le comprano anche tutte nello stesso posto. Concessionaria Culistica.
Ora, in questi quattro mesi su e giù per New Village e dintorni ho potuto elaborare un elenco di macchine potenzialmente culistiche (va da sé, tenete conto delle variabili, macchine da revisionare, bimbi in macchina, valigie impilate sui sedili dietro, pollame, guidatore attento...tutto quello che uno si porta in macchina e può responsabilizzarlo ed indurlo a guidare piano e distante da chi lo precede).
Number One: i Culisti doc guidano le Mini, deliziosi gioiellini letali, piccine e veloci come le pallottole, fanno gli stessi danni. Se la Mini è gialla con la bandierina a scacchi bianchi e neri sul tettuccio e gli specchietti, freccia, accostate e aspettate che si allontani da voi di tre/quattro km, poi riprendete la marcia. E' un consiglio che promuovo caldamente. Quelle con l'Union Jack sul tetto, curiosamente, vanno più piano delle altre.
Number Two: le Golf nere. Il Golfista in black ha qualcosa che lo macina all'interno, un dissidio profondo, un Edipo irrisolto. Se è maschio, è quasi matematico che cercherà di uccidervi. Uno, una volta, mi è sbucato a 120 all'ora da una curva, avevo visto solo un puntino lontano e mi ero illusa di riuscire ad uscire dallo stop senza morire. Follia. Mi è piombato addosso frenando con gran clamore, suonando come un pazzo e tallonandomi come in un triste remake in piccolo di "Duel". Alla fine, esasperato dalla mia placida lentezza, mi ha superato agitando il pugno e maledicendomi, credo, fino all'ottantesima generazione.
N.B.: anche le altre varianti cromatiche della Golf sono potenzialmente pericolose. Invece, dai New Beetle non avete nulla da temere, i guidatori sono sorridenti e vi fanno ciao con la mano. Spesso hanno una gerbera colorata sulla plancia.
Number Three: i Suv. Cari, amabili Suvvoni. Guidati da donne invisibili e uomini con latenti complessi di inferiorità, sventurati Suv che, come una mandria di animali selvatici, vi ribellate al guidatore, piantandovi in mezzo alla strada. Non vi si può voltare, non vi si può parcheggiare. O meglio, si potrebbe, se chi vi guida sapesse guidare (o vi portasse, chessò, in montagna o nella prateria). E consumate tutti i dinosauri e le piante spiaccicati e stoccati che la crosta terrestre conserva gelosamente.
I Suv sono sempre nel mio specchietto. Mi capita di pensare che siano lì da sempre, e che io non li abbia mai notati. Devo averceli messi sopra io, come facevo con i Trasferelli, alle elementari. Ormai li vedo anche se chiudo gli occhi. Hanno spesso carrozzerie con colori imbarazzanti (tutta una gamma di marroni drammatici, tipo).
Guido in mezzo alla campagna timida, il mais ondeggia morbido come un mare sorridente, il grano è giallo e croccante, i giardini una follia di rose rampicanti, nanetti sbiaditi e gazebi col barbecue pronto per le cenette estive con tafani e zanzare su un letto di tagliata.
Guido lenta perché l'estate è arrivata, gli esami sono quasi finiti e io non ho fretta.
Non ne ho mai.
Anche se ho una torta meravigliosa da fare, ma aspetterà, anche lei.

4 commenti:

dafmarted ha detto...

mi hai fatto ridere. grazie

Gillipixel ha detto...

Perfetta analisi socio-motoristica, Vale :-) i Culisti sono una jattura, hai più che ragione, sono una calamità naturale, il sintomo dell'impazzimento oracolar-idiotistico che l'automobile è capace di infondere in chi la utilizza :-)
Andrebbero non solo multati (e invece la passano sempre liscia, perché il fatto non è quasi mai rilevabile da chi di dovere), ma secondo me andrebbero anche fermati, bastonati a ragion veduta e poi lasciati andare, non prima però di avergli levato la marmitta e infilata ancora bella calda nell'omologa posizione di competenza allo scarico sul loro proprio corpo :-)

Anche io ne ho classificati vari tipi...ti metto in guardia anche da:

Le Fiat Multipla, sotto l'apparente paciosità simil-familiare, alla guida spesso si cela il più tignoso dei culisti :-)

La Punto bianche aziendali, di solito di imprese edili, quelle con la rete che separa posti davanti e e ripiano dietro per gli attrezzi: portano quasi sempre un culista ostinato e infestante come un'edera meccanica :-)

E infine, sul piano femminile: le Y10 o le Ipsilon con su ragazze giovani: quelle sono attaccaticce in modo petulante, sembra che ti scambino per la balia dalla quale non si possono discostare, e anche quando ci sono 30 miglia davanti liberi per sorpassare, loro no, rimangono sempre accollate a te, perché il loro è un culismo dettato da attaccamento morboso :-)

Bellissimo il termine "boffice" :-) lo conoscevo, ma non lo avevo mai visto nobilitare di dignità letteraria come hai fatto tu :-)

Visir ha detto...

Tra i luoghi comuni, quelli elencati da te sono i più veri: "Auto sunt omina", dunque.

Agli autisti che amano alitare sul mio paraurti posteriore, mentre viaggio a marcia sostenuta io regalo una semplice pressione sul freno con il piede sinistro continuando ad accelerare con il piede destro naturalmente.
Gli stop si accendono, ma la mia velocità resta costante.

Questo non crea un vero pericolo al segugio che mi tallona, ma certamente gli provoca una notevole riduzione sfinterica che paradossalmente aumenta la sua empatia nei miei confronti e lo sensibilizza al rispetto della distanza di sicurezza.

E' stupefacente come in alcune menti semplici avvenga la comprensione di alcune virtù grazie alla paura.

Vi è connaturato in questa reazione decisa il pericolo (sempre presente nei rapporti umani) di scatenare una rappresaglia violenta, ma a me non è mai capitato.

Chi vorrebbe litigare con un Kamikaze in cerca di morte?
Credo nessuno. :)

Vanessa Valentine ha detto...

Se ci provo io, mi si imballa il motore, poco ma sicuro.