lunedì 5 ottobre 2009

Bello come il sole


Nuova passione serotina ed autunnale. Ovvio, un serial.
"The mentalist" racconta di un tizio affascinante con un cervello grande come uno Zeppelin che di lavoro faceva il medium. Oddio, lui in realtà è medium come lo siamo voi ed io, però la gente crede a quello che lui dice. Lui va in televisione e alla ragazza affranta che ha appena perso il padre racconta che ora lui la perdona ed è in un posto pieno di luce. Lei piange come una fontana, giustamente. Solo che Patrick Jane è intuitivo ai massimi livelli, interpreta i tic e la postura del corpo, legge effettivamente nella mente, ma i suoi poteri sono profondamente, esclusivamente umani, ancorché raffinati, sublimi. Visto che la gente in determinati momenti più o meno si somiglia e pensa le stesse cose, lui quelle cose le legge come un libro aperto. Solo che.
Ad un certo punto con un flashback ci viene raccontato che lui fa incavolare parecchio un serial killer, John il Rosso (spero di ricordare bene il nome), dato che si dice certo di riuscire a stanarlo con i suoi poteri, e visto che i serial killer di solito non brillano certo per simpatia e senso dell'umorismo, costui gli stermina la famiglia (incipit classico, un bagno di sangue in genere dà il via alla catarsi zen del personaggio).
Passa un po' di tempo e Patrick fa il consulente per una squadra speciale in California (bei paesaggi). All'inizio lo guardano strano, un po' per la tragedia, un po' perché sembra un alieno gentile, con gilè e gessato e scarpe fighe, sorride sempre e in genere tira fuori segreti dalle persone, le manipola senza che se ne accorgano, fa cantare i criminali come canarini. E come fa? Mette in atto tutti i trucchi appresi da ciarlatano, un po' di ipnosi, un po' di manipolazione, ascolta la gente, vede quello che gli altri invece...Insomma, è un'autobotte di personalità. E in più, è bellissimo. Beh, direi che la foto parla da sola (lo interpreta Simon Baker, australiano, forse lo ricorderete in "Il diavolo veste Prada", faceva lo scrittore marpione che si porta in branda la protagonista).
Coadiuvato da Lisbon, il suo capo, una moretta minutina ma con due zebedei così (altro classico, e noi aspettiamo che i due si accorgano che sono fatti l'uno per l'altra, noi lo sappiamo già, no?). Intanto mastichiamo nervosi ciotole di semi di zucca.
Il plot in genere è tranquillo, due-tre sospetti, la faida familiare (Jessica Fletcher era più barocca, in effetti), tutto si risolve bene con il pronto intervento di Patrick che giusto all'ultimo ha l'intuizione micidiale. E' chiaro che non lo guardo per la complessità della trama...di serial sulle squadre investigative ce ne sono a scatoloni, questi mi stanno simpatici, non so perché. Sarà tutto il sole della California.
Inutile dire che lui è agnostico e crede solo nel cervello. Verrà smentito da una medium che gli darà un messaggio da parte della moglie defunta, rispondendo ad una domanda che solo lui poteva conoscere. Lui, e la coniuge dipartita. In quella puntata, Jane piange.
Perché lo guardiamo? Perché è un bel personaggio e come si diceva nei vecchi cinema, vale da solo il prezzo del biglietto. E poi uno che non gira nemmeno armato e quando è nei casini chiama una donna a salvarlo...osteria, come si fa a non amarlo?
E poi è sempre bellissimo. Saranno quegli occhi un po' tristi che piegano all'ingiù, ma sollevati da quel sorriso angelico, totale, paralizzante, fiducioso.
E dire che in genere i biondi non sono esattamente il mio tipo.
O beh, pazienza. Mi adatterò.


12 commenti:

Visir ha detto...

Mi pare sia la moda del momento in USA quella dei professionisti della parascienza.
Ingurgitati gli avvocati, poi gli psicologi e i criminologi indi i patologi ormai non è rimasto che passare alle scienze non ufficiali.
Ecco che appare in contemporanea della serie da te citata, Lie to me dove un ottimo Tim Roth smaschera ogni menziona attraverso il linguaggio del corpo affiancato dal figone di turno.
Inutile dire che in questi casi il “banalizzatore” viaggia a tutto spiano.
La scienza al servizio della fiction. Un bigino televisivo di sapienza spicciola, quanto vera poi che importa?
Mi ricorda quei due medici che discorrevano.
Uno domandò all'altro notizie di un paziente che non veniva più a farsi curare in ospedale.
L'altro gli raccontò che casualmente lo aveva incontrato alla biblioteca medica e che gli aveva rivelato che stava studiando da solo per curare le sue malattie.
Il commento del primario fu: "Morirà per un errore di stampa".
Ecco.

gillipixel ha detto...

acc...non ce la faccio ad appassionarmi alle serie...è più per pigrizia e mancanza di pazienza, credo...non riesco a stare lì il tempo necessario per affezionarmi ai personaggi, alle storie e ai loro vezzi...perchè è anche questo che cattura lo spettatore, come il lettore di gialli, et similia...il fatto di ritrovare le orchidee di Nero Wolfe, la pipa di Maigret, i cammuffamenti di Diabolik...
i punti fermi e rassicuranti, sullo sfondo delle vicende che si rinnovano ad ogni puntata...
Niente...però leggere i tuoi brani, Vale, è come vedersi ogni volta tutta la serie in un botto, da quanto le racconti bene :-)

Vanessa Valentine ha detto...

Visir, "Lie to me" sembra molto promettente e non vedo l'ora di vederlo "aggratis" (e Tim Roth è un tizio a modo suo seducente).
I serial sono comunque l'unico prodotto che ti puoi gustare se vai per i 40, non hai voglia di uscire tutte le sere a ubriacarti e te ne vuoi stare in divano tranquilla dopo una giornata di sgobbo. Tutto purché non mi ballonzolino davanti alla faccia le tette della Clerici (avrà i suoi estimatori ma io no grazie) e non si piangano lacrime di glicerina dalla Filippa Filippi. Spero di riuscire a vedere le nuove puntate di "House" prima di dover usare il deambulatore, visto che lo spostano in continuazione, fregandosene di noi e dei nostri dvd recorder...bastardi.:)

Vanessa Valentine ha detto...

Eh, Gilli, lo so che star dietro a tutto l'è dura, però...se ti appassioni ad un telefilm poi lo segui come un cagnetto (se è fatto bene, ocio. Mi ricordo che tempo fa Rai2 ha mandato in onda "Jericho", un serial che partiva non male con un paesetto americano isolato causa guerra nucleare, e poi era una pizza cosmica. I telefilm buoni, come i film, come i libri non mentono. Se sono scamuffi, casca il palco.
The mentalist mi piace, probabilmente, perché ho preso una cotta adolescenziale mostruosa per il protagonista. Sarò anche una vecchiarda patetica, ma non ci posso fare niente...;)))
Piuttosto, se a voi giovanotti piacciono le attrici belle e formose, buttate un occhio ad "Harper's Island", la domenica su Rai2, ore 21.45. E poi vediamo chi si prende le cotte e chi no...E' un giallo un po' horror, avviso ai naviganti.

gillipixel ha detto...

Lo so, lo so, Vale, anche io in passato sono stato un telefilmaro incalllito :-) è per quello che mi pare di conoscere bene il meccanismo...una delle più belle infatuazioni seriali, ricordo fu quella per "Kung fu", in cui il povero Davide Carradine era un ascetissimo monaco Shaolin, capitato chissà come nel vecchio West...mi faceva impazzirre la sua calma davanti al birbaccione di turno, mantenuta fino all'estremo delle umane pazienti possibilità, fino a che non si poteva andare oltre e lo gonfiava di botte come una zampogna :-)
E poi altre robe primordiali: forse uno dei primi ufficiali, su Rai1 alle 19 e 20, è stato "Amore in soffitta" (minchia, un secolo fa :-) "George e Mildred", "Doctor who" (Quello mi faceva paura un sacco), "Spazio 1999", "Blue jeans", "Happy days" (ma questo chi non l'ha visto?)...va beh, non si può dire che sono molto aggiornato telefilmisticamente :-D

Ah, i miei ultimi più recenti son stati Ally Macbeal e Scrubs :-)

Visir ha detto...

Io ho optato per my Sky HD, vedo ciò che mi piace quando mi piace senza pubblicità nel miglior modo possibile.
La libertà ha sempre un prezzo (che sborone che sono).

Galatea ha detto...

Dunque, dalle ultime voci di corridoio House lo fanno stasera...ma non ci giurerei. Ciao.

sogliadiattenzione ha detto...

Beh, "bello"! Un tipo, direi... ;-)

Vanessa Valentine ha detto...

Gilli, "Happy Days" era l'appuntamento serale della famiglia Valentine, mi ricordo quelle cene con i miei, abitavamo ancora nel vecchio appartamento...che bei tempi."George and Mildred" non l'ho mai visto ma è leggenda, da recuperare, e lo stesso dicasi per Dottor Who, prima o poi mi rimetterò in paro.
Scrubs è notevole, totalmente fuori di testa...insomma, ad ognuno il suo, com'è giusto...:)))

Vanessa Valentine ha detto...

Visir, dì la verità che ci vuoi far ciccare d'invidia...:)
scherzo, prendersi sky è un'idea sana, solo che, come ho già detto, poi mi licenzio e dico addio al mondo abbracciando la vita monastica, ovvero io, il divano, sky e la wii. Vaffanbagno mondo crudele, chi ha bisogno di te?;)

Vanessa Valentine ha detto...

Galatea, scommetto che te lo stai gustando, il fascinoso House, in tutta la sua maschia e selvaggia bellezza...io invece mi diverto con "Annozero", stasera Santoro ha sciolto i mastini...più del solito...:))))
però il bel dottore lo registro, chiaro. E me lo sparo in vena sabato, a Dio piacendo.;)

Vanessa Valentine ha detto...

See see, caro Soglia, diciamo pure così...:))))
Probabilmente ha i piedi piatti, o le verruche o i peli del naso che crescono troppo in fretta...;)