mercoledì 14 dicembre 2011

Ho inaugurato la teiera nuova

Gesù mio, ho così voglia di scrivere che le mani mi sfrigolano come uova nel burro, sono carica carica di una teierona di tè nero agli agrumi, bevute tante, troppe tazze.
Barbara Pym diceva che niente sembrava troppo orrendo o impossibile se si beveva una tazza di tè. O almeno, tutto sembra più tiepido e corroborato.
La fase del censimento è frenetica, giro in tondo per le palazzine del mio quartiere agitando una immaginaria campanella e gridando a squarciagola "è ora di ridarmeli, perdindirindina!", sono tutti pieni di rogne e pasticciati. Si corre per le vie di campagna, in cerca degli ultimi, nelle fattorie più sperdute. Certe case mettono i brividi, in una non rispondeva nessuno a parte tre cani sciolti che mi hanno circondato abbaiando nervosetti. Per fortuna ho visto qualche puntata di Dog Whisperer, ho girato le spalle lentamente e ho parlato con voce bassa, senza guardarli. Ho sentito il muso di uno che mi spingeva il naso contro il polpaccio, faceva snuff snuff ed era abbastanza tarchiato da piantarmi un bel morso gustoso.
Io lì ci torno solo se con me viene il vigile di Poultryville. A farmi più paura sono certi umani, la loro sembra la classica casa di CSI con un cadavere seppellito sul retro, in una buca piena di cemento...
A parte questo, il solito.
Guinny sta facendo la terapia contro la malattia bruttotta che ha, riportando acciacchi sgradevoli: nausea, stato di abbattimento generale. Soprattutto mi preoccupa il fatto che non mangi abbastanza. Sono riuscita a farle mangiare un po' di merluzzo e di Simmenthal, ma non è che si avventi sul cibo, esattamente. Parte volenterosa e poi si arrende.
Le ho aperto di tutto, poco manca che la porti a mangiare a Le Calandre.
Comunque tengo duro perché la tipetta ha una bella tempra, quando si incavola non ce n'è per nessuno. La maggior parte del tempo sta in braccio e ci guarda chiedendoci, perché a me?
E' una gran consolazione saperla al calduccio dentro il cestino fatto con la coperta di pile...e fuori fa un gran freddo, un brutto nebbione ottuso che vorrebbe mangiarsela. Ma io lo mando via.
Il mercatino del libro è andato piuttosto bene, ho venduto parecchi volumi e l'incasso è stato decente. Mi riservo di sviluppare le mie bislacche considerazioni sull'atteggiamento umano in libreria un'altra volta...adesso mi sento, come dire, alleggerita. Avevo bisogno di dirvi quattro cose, ma davvero.
Scrivere è corroborante come bere un buon tè caldo, come accarezzare un gatto, come una passeggiata che ti gela le guanciotte. Lo devi fare perché ti fa sentire viva.
E ho fatto l'albero, naturalmente.
Ma non voglio regali, quest'anno.
Il più bello, tanto, l'ho già avuto.

4 commenti:

Stella Rabia ha detto...

quando ti prende la voglia di scrivere...non puoi reprimerla, devi farla sfogare altrimenti poi passa...

Gillipixel ha detto...

Mannaggia, Vale...stavolta mi hai fatto commuovere di brutto...la leggerezza del vivere è forse l'unico concetto guida...dare il meglio che possiamo, sempre consapevoli della relatività della nostra condizione e di tutto quello e quelli che ci stanno intorno...

Quel fetuso di spotty dice pure truble, ed ho detto tutto...

Bacini felini...

ross ha detto...

"scrivere è corroborante come...."mi piace

Vanessa Valentine ha detto...

Mi dispiace per non avervi risposto, ma l'umore non era davvero dei migliori...a volte anche scrivere non basta e non risolleva più di tanto il morale.