domenica 21 dicembre 2008

Tricologicamente problematica

Allora: questo è il grande dubbio che attanaglia le donne verso la fine dell'anno. Che vestito metterò? Il secondo è: come mi farò i capelli? La mente, a partire dal 1 dicembre comincia a lavorare ossessivamente su questi due concetti, sviluppando una sorta di nevrosi, svuotando mentalmente gli armadi alla ricerca di abbinamenti probabili, salvo arrendersi all'evidenza che con circa 800 vestiti non ce n'è uno che possa andare bene (è statisticamente impossibile, ma le donne non mettono mai il carro davanti a i buoi, ed escono volentieri a comprarsi il n. 801, senza rimorsi). Una volta risolto il problema del vestito, grazie al Bancomat, all'amica buona consigliera o a qualche mercatino dell'usato, rimane lo scoglio della pettinatura. Infatti, mica una può andare alla festa dell'ultimo con i capelli disastrati, incolti e ispidi. Deve presentarsi con una chioma liscia, setosa, lucente, un'onda infinita come la Via Lattea che rifletta la luce come il diamante. Ovvero, lo spot umano che tutti vorremmo essere, privi però della malia di Photoshop, data la nostra limitata condizione. E quindi, disperazione.
Che fare, infatti, quando la natura ti ha donato una chioma riccia ma di capelli fini e capricciosi come passeri, che al minimo soffio di vento vanno ognuno in una direzione diversa? Capelli che sentono il gelo elettrico e reagiscono di conseguenza, con un voltaggio esagerato e volumi improbabili? Che percepiscono la bassa pressione mentre ancora turbina sull'Irlanda, e si arricciolano disperati e pesanti come codine di maialini al macello?
Che nessun taglio ha mai saputo strutturare, né schiuma, né acido hanno mai saputo convogliare in una forma consona alla dignità della testa che li alberga?
Ulteriore offesa viene loro portata dalla moda dei capelli lisci e scalati, colpo di grazia che sinceramente non sentivo di meritare.
Fin quando la permanente consentiva teste libere e indomabili, potevo anche permettermi riccioli disordinati ed anarchici, da pettinare con le dita e via, verso un nuovo giorno. Ma adesso.
Adesso le ragazze li portano lisci (chi ha inventato la moda, chi???), perché indubbiamente sono più belli, danno più luce, ringiovaniscono e ricordano l'infanzia, quindi una presunta maggiore arrendevolezza delle ragazze stesse (ah, ah, mi viene da ridere), e tutto questo bidona alla grandissima le ricce. Che ci provano, ad essere lisce. Ci provano.
Mettendosi nelle mani di un parrucchiere giovane, sadico, con i capelli che gli arrivano al sedere, credono di aver risolto tutto, che il nirvana tricologico spalanchi finalmente le porte innanzi a loro, che d'ora in poi sarà tutto un prato di rose, spine zero. 
Il punto è che il riccio non lo freghi. E' caparbio, testone, sa quello che è e quello che vuole, fondamentalmente essere lavato e lasciato in pace a fare il suo mestiere, crescere ritorto all'infinito. Ma se ci pensate, quale altra parte del nostro corpo ci dà meno problemi dei capelli? Con le consorti unghie si limitano a crescere e chiedono solo un po' di manutenzione ordinaria, le forbici, e per il resto non fanno male, non fanno danni, non sviluppano calcoli, grasso, cellule strane, non fanno casino. Certo, come le unghie se l'azienda va male ne risentono, e si sfagliano, cadono, ti salutano e dipartono. Perché tanti si preoccupano più dei capelli che dei denti? E sì che se cominciano a fare casino quei piccoletti sono cavoli amari, hanno un fior di sindacato, cattivissimo.
Nonostante tutto, i capelli sono i beniamini, e buttiamo via stipendi in schiume che dovrebbero lisciarli ma gli fanno bao, in sciampetti professionali che li fanno sorridere, in phon nutrienti...
Comunque, malgrado io sia consapevole dell'inutilità del tutto, me li faccio tirare e lisciare dal parrucchiere, e già così mi rompo le balle da morire, con questo tizio che arrotola la spazzola e me li tirona come uno yo yo impazzito, e spruzzetta una roba lisciante che possiede solo lui, il bastardo, mentre se la compri tu alla Casa del Detersivo o non la sai usare o sei un'impedita e resti con la spazzola incastrata e i capelli che fanno scroc e si spaccano. Per non parlare della piastra, poi. Che ridere.
Quest'anno, prima di partire per Amsterdam per una vacanza lampo, me li sono fatti lisciare. Per la prima volta. Ero rapita, sembravo un'altra, non mi stancavo di toccarli, di vederli così luminosi...al primo refolo dell'umido vento del nord i piccoli maledetti si sono gonfiati, così mi sono ritrovata mezza testa liscia e l'altra mezza crespa. E giù con la piastra, presa per l'occasione e portata in giro per il mondo. Naturalmente io i capelli non me li so né tirare né piastrare, ma ci ho provato. E' venuta fuori una specie di parrucca da paggio medievale, un po' a ondine un po' drittina un po' una boiata, insomma. Il tutto conferiva un'espressione di deficienza totale. Era perfetta per delineare il mio carattere e infatti la potete ammirare nel blog, sua bandiera. Perché nascondersi?
Così, quest'anno, ci ho pensato ben su. Per Capodanno il vestito è a posto, metterò i miei vecchi stivali da gattona e le sue sette leghe, ed eviterò accuratamente di sedermi sulla poltrona del parrucchiere. I soldi della piega che non ho intenzione di fare li reinvestirò in un bel libro che mi voglio prendere da un sacco di tempo, "Omicidio a Road Hill House", e che mi godrò immensamente proprio per questo motivo.
E lascerò i miei capelli liberi e brutti di esprimere la loro natura, di essere sé stessi, di fare casino. E' un augurio che farò, a mezzanotte, anche a tutto il resto del corpo.
Joy to the world.

4 commenti:

farlocca farlocchissima ha detto...

sarai sicuramente la più bella della festa :-) io che ho spaghettini fini fini invece che capelli, nei lontani anni 80 li ho massacrati di permanenti, poi mi sono rotta e con i miei spaghi sono andata gloriosamente incontro al mondo (alla faccia del parrucchiere). la moda dei lisci è arrivata eoni dopo e a quel punto non me ne fregava più niente...

Galatea ha detto...

Brava!!! Comunque, stai tranquilla, che per noi "lisce" di natura non è che vada meglio. I capelli lisci con l'umido sii rizzano in tutta la loro perpendicolarità, effetto co piove se impira perle, appena vanno fuori dal taglio scalato fanno cornetti da tutte le parti e non c'è spazzola che li domi. Poi il solito parrucchiere biondocrinito e phonatissimo, l'einstein della cotonatura, suggerisce: perché non facciamo un po' di permanente per renderli più pettinabili? e ti ritrovi riccia tuo malgrado. Come vedi, non se ne esce...

gillipixel ha detto...

metto un attimo la timida punta del mio piede in questo bellissimo angolino dei misteri femminili, solo per dire che mi sono divertito da matti a leggere questo nuovo strabiliante scrittino :-) alla fine ho riso e anche provato un senso di liberazione bellissimo :-)

stellavale ha detto...

No, io ho altri pensieri!