domenica 19 ottobre 2008

Sabato danzereccio (con sorpresa finale)

Qual è la vostra motivazione, chiederebbe Al Pacino ad un gruppo di giovani attori, studiosi del Metodo, se li vedesse a gelarsi le chiappette sante fuori da un locale alle undici e trequarti del sabato sera? Otterrebbe un silenzio compunto, perché la risposta non esiste. O meglio, esiste in quanto facente parte dell'antico rituale dell'accoppiamento, con il maschio che guata bramoso la femmina, che guarda un altro, o un'amica, o si struffa la frangia, si accende la 70sima sigaretta, tossisce da marinaio consumato e fissa l'orizzonte della sera, limitato, buio, illuminato solo da lampioni e fari momentanei. Definiamolo comunque momento di aggregazione, e piacevole, quindi, perché in compagnia degli uomini ci si diverte sempre, proprio in virtù di quella loro natura giocherellona e socievole. La serata è freschetta, se fossimo a casa ci saremmo già precipitati sotto il piumone, tirandocelo su fino al naso, a dormire e a sognare colline, prati, declivi, torrenti...Ma il sabato è festa pagana, ufficializza la fine della settimana lavorativa, non scanzonato come il venerdì (e già i Cure lo preferivano, e non posso biasimarli, ti stoni totale e hai due giorni per recuperare), mentre il sabato ha già insita la sacralità, ancora un mattino per dormire, ancora la sveglia malevola tacerà, dannata allodola tecnologica.
E si beve, responsabilmente, come tutti invitano a fare (ma l'unico modo responsabile è bere acquaementa, orzata o succo di papaya, oppure esagerare ma sul divano di casa, che al massimo se capotti, ti svegli col naso dentro al vaso del ficus).
Dopo le chiacchiere, le occhiate a 360° alla esorcista per occhieggiare il maschio/femmina alpha del momento, con punte laceranti di invidia maschile/femminile (tante tette, tanto alto, troppo belli, troppi dentoni e tutti bianchissimi), insomma, dopo aver umiliato il proprio corredo genetico (incolpevole) a dovere, allora è tempo di andarsi a rinchiudere in un locale danzereccio della città, popolato all'inverosimile da studenti, ma anche da quarantenni che si lanciano e ballano come menadi leggiadre, le femmine ondeggiano e provocano, i maschi saltellano con la birra in mano, guardano e gli occhi dicono un mondo di tutto. Ballare è stancante, specialmente se la temperatura sfiora i 62° come in questo momento, e il mio vestitino di lanetta non mi sembra più una buona idea, con tutta la gente che si muove, onde energetiche di calore umano in movimento con la musica (ehi, bella questa di Madonna, avrà pure l'età di mia zia ma cavolo!!), ed è il solo puro piacere che provano, credo, le api, quando ronzano tutte insieme nell'alveare caldo, intontite dal miele.
Oscilla, il tuo corpo è sinuoso e vivo, e del resto non vuol sentire parlare.
In un flash-forward improvviso mi vedo però svenuta e calpestata dalla gente, defunta causa disidratazione e arresto cardiaco, perciò è con sollievo che mi faccio scortare via, brancicando il cappotto là fuori nell'aria fredda, e le persone nel cortile per un attimo sembra abbiano occhi da gatto perplessi, fosforescenti.
La serata poteva concludersi con delicatezza, come una commedia francese; e invece quando vediamo la maniglia della portiera forzata, la carrozzeria danneggiata dal cacciavite, il bagagliaio vuoto (contenuto: dvd recorder da portare a riparare, e n. 2 palloni da calcio), sentiamo il morso alla caviglia che ci dà la vita, cagnetto mordace e traditore.
Se ci grattavano la macchina era peggio, d'accordo.
Svantaggi delle metropoli.
Grande rammarico per i palloni.

6 commenti:

gillipixel ha detto...

peccato per lo spiacevolissimo epilogo, ma hai una grazia ed un'eleganza nel raccontare che il mondo, così come la tua penna "lo dice", sembra non poter essere scalfito nemmeno da tutta la malvagità degli uomini di cattiva volontà...evviva la bellezza, unica arma che ci può salvare dal male e dall'ignoranza!!!

gillipixel ha detto...

I apologize like a mad man :-) (espressione Holden Caulfield home made)...mi scuso come un pazzo per non avere risposto ad un tuo commento su un mio articoletto riguardante Carver...me ne sono accorto solo oggi, sai, il mio umile blog è così poco commentato che mi era sfuggito...e certo che ho letto "Il teatro di Sabbath", sublime, ma anche "Ho sposato un comunista", "Pastorale americana", "Lamento di Portnoy", "Operazione Shylock", "La macchia umana", "Zuckerman scatenato", "Lezione di anatomia", "Lo scrittore fantasma", "Il complotto contro l'America" e "L'animale morente": Roth è il più grande, insieme a Milan Kundera...scusa ancora per la risposta in ritardo

mammina ha detto...

ahahahahah immagino di chi fosse il grande rammarico per i palloni!!!! hai tutta la mia solidarietà. baci.

Vanessa Valentine ha detto...

Gillipixel:Nessun problema, non devi scusarti!
Sul serio, tutto ok!
Forse più che la bellezza ci salverebbe un piede di porco da piantare in fronte al ladro, quello sì che farebbe bene!
Riguardo a Roth e Kundera, sono d'accordo sulla grandezza...mi ricordo ancora "L'insostenibile leggerezza dell'essere", meraviglioso!
Di Roth devo leggere ancora un mucchio, però.
Grazie per la gentilezza e le belle parole, many thanks!;)

Vanessa Valentine ha detto...

Mammina, sei il mio mito (e pure Papino)!
Cancella un post di troppo, fammi una carità! :)
Bacci

gillipixel ha detto...

Beata te, VaneVale, che hai ancora davanti tanti Roth da leggere...io sono stato ingordo è mi sono già fatto una gran pappata :-) ma veramente Roth è sovrumano dal tanto che scrive bene :-) Ciao, a rileggerti presto, è sempre un piacere