domenica 30 agosto 2009

Il freschetto, finalmente

Il proposito di una tranquilla serata in casa era quello di vedere una vecchia puntata di Barnaby e poi dritta a nanna, in vista di un'altra giornata campale allo studio legale, con la sessantina di scatoloni di pratiche varie e tomi di legge da accatastare, siglare e chiudere. Però...giocare con la Wii a pilotare l'aeroplanino di notte e a tuffarmi dritta nella bocca del vulcano era troppo seducente. Ed ora eccomi qui, rimbecillitissima dal sonno, ancora senza pigiamino addosso, senza latte tiepidino col miele, senza dentini lavati. In pratica, vestita e zozza e ancora ben desta.
Il fine settimana dai vecchiotti è stato rilassante e bello, dormicchiato con le Sbaciucchine sulla panza (leggi Daphne e Josephine, alias Tosca e Mimì, alias Nerina e Grigetta, ovvero le Miao Sisters che al momento sono triplicate in peso e stazza, e sono colpevoli di innumerevoli danni al mobilio e alle suppellettili. Me le sono messe ai lati della testa e mi sono goduta il ron ron in stereo nel cervello. Altro che meditazione zen, ti senti da dio e non muovi un dito, in pratica.
E poi in campagna ho dormito, dormito, dormito, grazie al temporale ed al fresco. Ho riposato i miei stanchi muscoli dopo tutti gli scatoloni imballati (se continuavo ad imballare per un'altra settimana, mi venivano muscolacci da ergastolano). E tutta l'afa amazzonica che ci siamo subiti a Mestre mi ha prosciugato tutto il potassio e il magnesio residui, così domani o magno 8 chili di pesche, o passo in farmacia e prendo le bustine, mi sa che faccio prima.
Il pensiero del lunedì è più agghiacciante che mai.
Ora però vado davvero a fare la nanna, sennò domani la sveglia chi la sente?
Snott.

lunedì 24 agosto 2009

L'è dura

La repentina partenza avvenuta una decina di giorni fa mi ha impedito di salutare tutti gli amici, vicini e lontani (come si diceva una volta), e quindi rimedio adesso.
Come state, tutti? Spero bene, anzi benissimo, e mi auguro che le vostre ferie siano ancora sull'onda, mentre purtroppo le mie sono rapidamente trascolorate, sbiadendo in fretta come un acquerello.
Inutile dire che stamattina la sveglia ha rischiato di finire spalmata contro il muro, con la sua petulante vocetta "ed ora, le ultime news da 'viaggiare informati'...", ma che cubo mi frega di viaggiare, ha pensato l'inconscio, stavo galoppando libera e selvaggia in forma di cavallo, lungo una spiaggia, sotto un cielo tempestoso...manco con la musica, mi sono svegliata, ma con la voce umana (è irritante, tanto valeva continuare a farsi buttare giù dal letto dal Sergente Maggiore Mama).
Ed è inutile pure raccontare il mio rendimento lavorativo (nullo, praticamente, a parte ammucchiare pratiche negli scatoloni, in vista del trasloco dello studio - altro buon motivo per restare in Trentino sine die - la mia notoria accidia non vede di buon occhio le migrazioni). Ad ogni modo, siamo di nuovo qui.
La prima settimana è evaporata giocando con la Wii Resort (visto che non si andava in ferie, siamo virtualmente andati sull'isola di Wuhu, stabilendoci in pratica lì). Soliti acciacchi da abuso di Wii, tipo lussazione di polso e spalla. Ma per me la Wii è la fine del mondo. Vani tentativi di tornare in forma con la Wii Fit, tra l'altro. Ma questo è un altro discorso.
La seconda settimana l'ho passata invece sull'Altopiano di Pinè, a dormire sulla sdraio, a leggere (quasi finito "Bad Chili" di Lansdale, vicissitudini di Papi by Travaglio&Co, il giallone col serialkillerone di Simon Beckett estivo e racconti di Roddy Doyle "Irlandese al 57%",davvero bello), ma soprattutto la maggior parte del tempo è andata via mangiando come una locusta. Aah, che piattini meravigliosi ci sono in montagna! Spanzate selvagge di carne, patate ripiene di formaggio, crocchette ripiene di triplo formaggio, speck ed erbette, canederli come se piovesse... e infatti i risultati si vedono (ma è meglio se non li vedete voi, va'). A breve qualche placida e gioconda immagine.
Faceva così caldo che si dormiva con le finestre aperte, e il sole mattonava che era un piacere (solo se ti immergevi nel bosco trovavi un po' di refrigerio).
Dovevo fare tante cose e ovviamente non ho fatto niente, ma mi è andata benissimo così, panciolle integrale.
Ah, no, effettivamente ho tirato con l'arco, facendo schifo totale e rischiando di pigliare il sedere di una signora con una freccia....no, scherzo, non ho ammazzato nessuno (però reggere l'arco con la sinistra era un'impresa, ho il braccio sinistro sgnanfo da morire e a momenti mollavo il legno cragnandomi il naso).
Bisogna però che scriva un riepilogo estivo con tutti i crismi, perché di cose da raccontare ce ne sono...epperò ho una montagna di bucato da fare, e allora...e allora mi tocca andare, ho i calzettini a righe lì che mi aspettano, e non amano aspettare.

lunedì 10 agosto 2009

Boccaccio 2009

Ci sono notizie che si leggono sorridendo, sul divano, dopo essere uscite a prendere il giornale, uno di quelli locali. IL giornale padovano, per eccellenza.
Nel dettaglio, la notizia della serata brava di un giovane che è stato fermato in macchina mentre zigzagava nella notte, da una solerte pattuglia. La quale, una volta fermata la macchina e sceso il guidatore, lo hanno visto un po' traballoso e con i pantaloni non acconciamente abbottonati, anzi, decisamente calati, e un paio di figure nell'abitacolo, poi dimostratesi due "amiche" nigeriane. Già me la immagino l'espressione della polizia di fronte a questo quadretto fulgido di "amicizia" interrazziale...pensa alle occhiate. E che gli è andata bene che non l'hanno visto caricare le signore, sennò era un'altra botta da 500 euri che si involava.
Comunque, lo hanno fatto soffiare e toh, l'alcolemia era appena appena superiore al limite di legge, ma neanche tanto, quindi lo hanno invitato a farsi venire a prendere da qualcuno, e gli hanno sequestrato il mezzo.
Il tizio, porconando in dialetto e definendo non proprio signorilmente le "amiche" che gli tenevano compagnia nella solinga notte estiva padovana, ragguagliava al telefono un amico fraterno, supplicandolo di venirlo a prendere. Costui, a sua volta inveendo e maledicendo il dì funesto che gli aveva messo quel tizio sulla strada, si presentava di lì a poco in compagnia della morosa, ovviamente automunito. E zac, i tutori dell'ordine facevano il test pure a lui, trovandolo non solo positivo ma anche con il sangue più allegro e ribollente di sfrenati baccanali. E giù con la multa anche a lui, salata, con la morosa bestemmiante che se lo riportava a casa, in attesa delle funeste sanzioni a venire.
Mi faceva morire l'articolo, che mostrava le due "amiche" nigeriane restie a separarsi dall'eroe della nostra storia, in nome della solida amicizia che li legava.
Che personaggini viaggiano nella notte, nella dolce e pacata pianura, d'estate.
Senza di loro, che cosa ci resterebbe da narrare? Niente gloriosa chanson de geste.
Ih ih.

sabato 8 agosto 2009

Il coniglio vince sempre

C'è un cartone animato che mi ha sempre fatto morire dal ridere, e l'ho visto dieci minuti fa, mentre preparavo i bocconcini di bresaola e philadephia alle erbe. E' quello con Bugs Bunny che sbaglia strada (una delle sue autostrade sotterranee, naturalmente, da cui sbuca con le valigione) e si ritrova in una corrida, con il toro (meraviglioso) che sta inseguendo un torero sfigatissimo che getta la spugna in partenza. Naturalmente Bugs Bunny lo insegue per chiedergli lumi sulla strada, e rimane perplesso, mentre costui si dilegua, sulla traiettoria del toro che ovviamente lo incorna a razzo, spedendolo fuori dall'arena. E lui dice, guardandoci: "Naturalmente capite che questo significa guerra". Ecco, se c'è un personaggio nel quale mi identifico quasi totalmente (diciamo che è una delle mie varie personalità) è il cinico coniglio che mastica le sue carote osservando la commedia umana, nella quale non vorrebbe essere trascinato per le orecchie, ma a volte non ci può fare niente. E se c'è qualcuno che poi ve la farà pagare è proprio lui.
Allora, il toro è cattivo ma sempliciotto e nulla può contro le astuzie del grigio coniglio che, vestitosi da toreador, lo attende con il drappo rosso spiegato dietro al quale cela un incudine (Acme la fabbricazione, ovvio). Sbrang.
Il toro, un po' più rimbambito ma non domo comincia a temperarsi le corna, pronto a sferrare l'attacco, ma il Nostro si traveste con sombrero, lo schiaffeggia, gli balla davanti e si fa incornare via ancora una volta, e solo per compiacerci, col solito sguardo beffardo e fatalista (io lo adoro, è un personaggio fascinoso e sbilenco, come Bogart, come Mitchum).
Poi aspetta il toro, sempre più furibondo che smanetta per molarsi le corna ancor più aguzze, con gli occhi fuori della testa, nascondendo stavolta un fucile (a quei tempi i cartoonist potevano far vedere armi da fuoco, adesso guai, forse i ragazzini ne vedono già troppe nei telegiornali o in casa, e non fanno più sorridere) che ovviamente il toro in corsa ingoia. Gli finisce nella coda e capendo al volo le possibilità che gli si schiudono (con un sorriso satanico sul muso) inizia a sparacchiare a destra e a manca per colpire Bugs Bunny e stenderlo nell'avello definitivamente...
Grande.
L'ultima scena mostra un farraginoso piano del coniglio per sterminare l'avversario, comprendente grasso, colla, carta vetrata, un fiammifero e un bidone di dinamite...
Bugs Bunny al solito vince sempre, con quegli occhi a mezz'asta che prendono per i fondelli l'universo.
Che l'antagonista sia il cacciatore, Duffy Duck o chiunque altro, il coniglio vince sempre.
What's up, Doc?

venerdì 7 agosto 2009

L'Escapista

Da oggi cominciano ufficialmente le mie risicate ferie estive!
Devo dire che proprio non ne potevo più, il treno semivuoto, eravamo quattro sfigatoni col giornale (io con la solita canotta frusta di H&M e loro con camicie stropicciose da moglie in vacanza e mariti soli in città), un fottio di turisti con i loro trolley lunghi come Greyhound che intasavano la stazione e ti facevano inciampare, tutto l'universo in ferie e tu ancora lì a svegliarti alle sei e a pensare dove hai sbagliato nella vita.
La mattinata è stata naturalmente pesante, venendo perdipiù da due settimane di bagordi e cene e stravizi che mi hanno minato il fisico, e dei quali narrerò più diffusamente nei prossimi giorni, in cui finalmente darò la stura a tutta l'accidia e a tutto il deboscio insiti nella mia natura. Evviva!
Sono uscita dall'ufficio gridando "Libertà! Libertà! Libertà!" come Mel Gibson in "Braveheart" quando lo scannano e lo sbudellano, praticamente. Quando finiva la scuola uscivo composta dall'edificio, adesso mi metto a saltellare e mi rabalto giù in strada travolgendo i passanti attoniti.
Libertà!, di fare niente, at last.
(Mi sono anche accorta di avere superato la boa dei cento post, sono stupefatta di me stessa, per prima. Mai avrei pensato di essere così costante, oddio, quasi mi faccio paura. Che la mia accidite sia solo una posa? Giammai!;))
Un augurio di buone ferie a tutti gli amici là fuori, buon viaggio e buona esistenza a tutti voi, per i vostri viaggi fisici e anche per quelli mentali...
Finalmente un po' di tempo per scrivere c'è...